Roma: profanata la chiesa di San Paolo della Croce al Portuense
Un commando di quattro persone devasta l'altare, rovescia l'Olio Santo e lascia escrementi sul pavimento. Il viceparroco sventa il piano completo. Chiusa la struttura per i rilievi della Scientifica
Roma: profanata la chiesa di San Paolo della Croce al Portuense. Un commando di quattro persone devasta l’altare, rovescia l’Olio Santo e lascia escrementi sul pavimento. Il viceparroco sventa il piano completo. Chiusa la struttura per i rilievi della Scientifica.
In questo tardo pomeriggio di giovedì 28 maggio 2026, una nuova ondata di sdegno investe la comunità cattolica della Capitale, riaprendo un delicato dibattito investigativo e sociologico sulla sicurezza e sulla tutela dei luoghi di culto.
A meno di ventiquattro ore dall’evento, gli specialisti della Polizia di Stato stanno esaminando le tracce biologiche lasciate all’interno della parrocchia di San Paolo della Croce, situata in via Poggio Verde, nel quartiere Portuense a Roma.
Nel pomeriggio di ieri, mercoledì 27 maggio, un gruppo composto da quattro persone ha fatto irruzione nella struttura sacra, mettendola a soqquadro e perpetrando atti di grave profanazione materiale prima di darsi alla fuga.
L’irruzione in via Poggio Verde e il blitz interrotto
La dinamica del raid, secondo quanto ricostruito dalle prime informative delle forze dell’ordine, evidenzia un’azione coordinata e distruttiva. I quattro soggetti si sono introdotti nell’edificio sacro approfittando dell’orario di apertura pomeridiana.
In pochi minuti hanno versato a terra l’Olio Santo custodito nei vasi liturgici, imbrattato la tovaglia dell’altare maggiore con un pennarello indelebile, danneggiato un’immagine sacra raffigurante la Madonna e defecato sul pavimento della navata centrale.
Il piano del gruppo non è stato portato a compimento solo grazie alla presenza del viceparroco. Il sacerdote, allertato dai rumori insoliti e dai colpi provenienti dall’aula liturgica, è entrato improvvisamente in chiesa, interrompendo l’azione dei vandali e costringendoli a scappare rapidamente attraverso le uscite secondarie prima dell’arrivo delle volanti.
La chiusura della chiesa e i precedenti romani
La Procura di Roma e la Questura considerano l’episodio con la massima severità, inserendolo in una preoccupante catena di eventi analoghi registrati negli ultimi mesi.
Gli agenti della Polizia Scientifica hanno isolato l’intera parrocchia, che è stata provvisoriamente chiusa al pubblico e alle celebrazioni liturgiche.
Gli esperti stanno eseguendo rilievi geometrici, fotografici e la campionatura delle feci e dei marker lasciati sugli arredi alla ricerca di profili di DNA o impronte digitali utili a identificare i quattro componenti della banda.
Quello del Portuense è solo l’ultimo di una serie di attacchi mirati. Nel settembre del 2025, la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri (in pieno centro storico) era stata colpita da un lancio di feci contro gli affreschi storici.
Solo due mesi dopo, a novembre, identici resti biologici erano stati rinvenuti sull’altare della parrocchia di San Nicola di Bari a Ostia, configurando una precisa e sistematica condotta dissacratoria sul territorio della diocesi del Papa.