Roma: è morto l’ispettore Mauro Petrangeli. Fu ferito alla testa da Johnny lo Zingaro

Lutto nella Polizia di Stato per la scomparsa del noto investigatore. Il tragico epilogo dopo mesi di coma irreversibile

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Roma: è morto l’ispettore Mauro Petrangeli. Fu ferito alla testa da Johnny lo Zingaro
Mauro Petrangeli

Roma: è morto l’ispettore Mauro Petrangeli. Fu ferito alla testa da Johnny lo Zingaro. Lutto nella Polizia di Stato per la scomparsa del noto investigatore. Il tragico epilogo dopo mesi di coma irreversibile.

Si è spento all’età di 69 anni, dopo una drammatica e lunghissima agonia vissuta in un letto d’ospedale, l’ispettore superiore della Polizia di Stato Mauro Petrangeli.

Il poliziotto, per oltre vent’anni figura di spicco e pilastro della Sezione Narcotici della Squadra Mobile presso la Questura di Roma, era rimasto sospeso tra la vita e la morte a seguito di un devastante colpo di pistola alla testa sparatogli contro dal pluriomicida Giuseppe Mastini, noto alle cronache giudiziarie come “Johnny lo Zingaro”.

Il 23 marzo 1987, all’alt della polizia, “Johnny lo zingaro” (Giuseppe Mastini), spara con una 357 Magnum uccidendo all’istante l’agente Michele Giraldi e ferendo gravemente il collega di pattuglia, Mauro Petrangeli.

Da quel tragico giorno della violenta aggressione e della sparatoria, per l’investigatore era iniziato un lungo e doloroso coma irreversibile.

Nonostante anni di attesa, le cure del personale medico ed il costante cordoglio di familiari, colleghi ed istituzioni che hanno sperato fino all’ultimo in un miracoloso risveglio, le condizioni dell’ispettore si sono gradualmente ed irreversibilmente aggravate fino al decesso registrato oggi, lunedì 5 ottobre 20026.

Petrangeli, ricordato unanimemente dai colleghi della Polizia di Stato come “un poliziotto prezioso”, si era distinto nel corso della sua lunga e brillante carriera per la tenacia nelle indagini d’impatto nazionale ed internazionale e per la profonda umanità dimostrata sul campo.

Il sessantanovenne, ormai in pensione, lascia la moglie e la figlia. La Procura della Repubblica ed i vertici della Polizia di Stato si sono stretti attorno alla famiglia, riaggiornando il fascicolo d’inchiesta sui reati ascrivibili a Mastini a seguito del decesso del poliziotto.

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