Salgareda: identificata la seconda vittima dell’incidente in moto. E Jessica Laface originaria di Reggio Calabria

La ruota della moto proiettata a 70 metri. Mezzi sequestrati e salme al Ca' Foncello

Redazione
Salgareda: identificata la seconda vittima dell’incidente in moto. E Jessica Laface originaria di Reggio Calabria
Jessica Laface

Salgareda: identificata la seconda vittima dell’incidente in moto. E Jessica Laface originaria di Reggio Calabria. La ruota della moto proiettata a 70 metri. Mezzi sequestrati e salme al Ca’ Foncello.

Trova purtroppo una completa e ancor più dolorosa definizione il bilancio del drammatico incidente stradale registrato nella mattinata di ieri, sabato 4 luglio 2026, a Salgareda (Treviso).

Le autorità competenti sono riuscite a risalire con certezza all’identità della seconda vittima, inizialmente rimasta senza nome poiché priva di documenti al momento dello schianto lungo via Argine Piave.

A perdere la vita nel violentissimo impatto sono stati Francesco Paolo Fecarotta, 37 anni, palermitano d’origine ma residente a Villorba (Treviso), che si trovava alla guida del mezzo, e la compagna Jessica Laface, 32 anni, originaria di Reggio Calabria.

La coppia stava sfruttando le prime ore del fine settimana per una gita fuori porta a bordo della propria motocicletta BMW, diretta verso le spiagge del litorale adriatico.

La dinamica: il rallentamento della Dacia e lo scontro 

I rilievi planimetrici e cinematici, eseguiti con estrema precisione dagli agenti della Polizia Stradale del distaccamento di Vittorio Veneto, hanno permesso di fare chiarezza sulla dinamica che ha spezzato le due giovani vite intorno alle ore 8:30.

La moto BMW e una Dacia Sandero viaggiavano nella medesima direzione di marcia. Il conducente dell’utilitaria ha rallentato il passo per impostare una regolare manovra di svolta a sinistra.

Fecarotta, che si trovava a brevissima distanza e procedeva sulla stessa traiettoria, non è riuscito a deviare né a frenare in tempo. L’impatto contro la parte posteriore della vettura è stato ad altissima energia.

Lo scontro ha letteralmente disintegrato la moto, tanto che la ruota anteriore è stata proiettata a circa 70 metri dal punto d’impatto. I due trentenni sono stati disarcionati volando sull’asfalto: il trentasettenne è finito sotto il guardrail metallico, mentre la donna è rotolata ai margini della banchina.

Inutili i prolungati tentativi di rianimazione cardio-polmonare messi in atto dai medici del Suem 118: le lesioni interne si sono rivelate fatali sul colpo per entrambi.

Inchiesta per omicidio stradale: salme al Ca’ Foncello

La circolazione stradale lungo via Argine Piave è rimasta completamente paralizzata per oltre tre ore per permettere la rimozione dei detriti e i rilievi di rito. I veicoli coinvolti nel sinistro sono stati posti sotto sequestro giudiziario preventivo, mentre le salme di Francesco e Jessica sono state trasferite presso l’istituto di medicina legale dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso.

La Procura della Repubblica di Treviso ha aperto, come atto dovuto, un fascicolo d’inchiesta per omicidio stradale. Tuttavia, dai primi accertamenti documentali e dai rilievi stradali effettuati dalla Polstrada, non sembrerebbero emergere profili di responsabilità penale palese o violazioni gravi del codice della strada a carico del conducente della Dacia Sandero, che si sarebbe trovato l’ostacolo posteriore senza poter far nulla per evitarlo.

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