Truffa ed evasione fiscale, arresti domiciliari per Mario Adinolfi: nel mirino un presunto giro di raggiri da 5 milioni di euro

Sotto la lente della Procura di Roma, secondo La Repubblica, il circuito delle "scommesse collettive"

Redazione
Truffa ed evasione fiscale, arresti domiciliari per Mario Adinolfi: nel mirino un presunto giro di raggiri da 5 milioni di euro
Mario adinolfi

Truffa ed evasione fiscale, arresti domiciliari per Mario Adinolfi: nel mirino un presunto giro di raggiri da 5 milioni di euro. Sotto la lente della Procura di Roma, secondo La Repubblica, il circuito delle “scommesse collettive”.

Un duro colpo di scena scuote il panorama politico e mediatico italiano. Nella mattinata di ieri, martedì 7 luglio 2026, i militari della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Mario Adinolfi, noto giornalista, scrittore e leader del movimento politico Il Popolo della Famiglia.

Le pesanti ipotesi di reato contestate dai magistrati della Procura della Repubblica di Roma sono quelle di truffa aggravata ed evasione fiscale. Secondo i calcoli preliminari degli inquirenti, il presunto schema illecito avrebbe generato un buco finanziario complessivo di circa 5 milioni di euro, a cui si sommano ulteriori 400mila euro di tasse sottratte all’erario.

Il meccanismo della “scommessa collettiva” e i nodi dell’inchiesta

L’intera impalcatura dell’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Arcuri, ruota attorno al controverso sistema della cosiddetta “scommessa collettiva”, un sistema di raccolta fondi privato che era già stato ampiamente sviscerato e documentato in passato da alcune inchieste giornalistiche del programma televisivo Le Iene.

Attraverso questo circuito centralizzato, venivano attratti e raccolti capitali da soggetti privati, ai quali venivano prospettati e promessi lauti ritorni economici derivanti dal circuito delle scommesse sportive.

Per un numero consistente di risparmiatori, tuttavia, i capitali investiti e i relativi interessi non sarebbero mai stati restituiti, restando incastrati nelle maglie della rete societaria.

L’impulso decisivo alle indagini delle Fiamme Gialle è arrivato proprio dalle denunce formali presentate da diversi investitori, i quali hanno lamentato la perdita parziale o totale dei propri risparmi.

I successivi e approfonditi accertamenti bancari, l’analisi dei flussi fiscali e i riscontri documentali hanno permesso ai finanzieri di blindare il fascicolo, raccogliendo anche la testimonianza chiave di una decina di persone che hanno messo a verbale il mancato rientro delle somme versate.

La difesa di Adinolfi e una carriera tra media e politica

Dal canto suo, l’ex parlamentare ha sempre respinto con estrema fermezza ogni addebito e ogni accusa legata alle inchieste giornalistiche di Mediaset, bollando i servizi televisivi come ricostruzioni del tutto false, infondate e gravemente diffamatorie, e annunciando querele e battaglie legali a tutela della propria onorabilità.

Con il provvedimento restrittivo di ieri, tuttavia, la vicenda esce dall’arena del dibattito pubblico per entrare nel vivo dell’iter giudiziario.

Mario Adinolfi vanta una carriera pubblica eclettica e di lungo corso: giornalista professionista (con collaborazioni che spaziano dal giornalismo cattolico fino alle apparizioni al Tg1), saggista e giocatore di poker professionista.

Sul fronte politico, dopo un’esperienza tra le fila della Camera dei Deputati eletto con il Partito Democratico, ha fondato nel 2016 Il Popolo della Famiglia, di cui ricopre tuttora la carica di presidente nazionale, polarizzando le sue battaglie pubbliche sulla difesa dei temi etici, della famiglia tradizionale e della dottrina sociale cristiana.

Nelle prossime ore l’indagato, alla presenza dei suoi legali, comparirà davanti al Giudice per le Indagini Preliminari per l’interrogatorio di garanzia.

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