Altopascio: Giacomo Pucci, 30 anni, muore schiacciato da una pressa alla Cora srl
L'incidente nella tarda mattinata nella frazione di Spianate. Inutili i disperati tentativi di rianimazione dei colleghi e del 118
Altopascio: Giacomo Pucci, 30 anni, muore schiacciato da una pressa alla Cora srl. L’incidente nella tarda mattinata nella frazione di Spianate. Inutili i disperati tentativi di rianimazione dei colleghi e del 118.
Intorno alle ore 11:40 di questa mattina, si è consumato un gravissimo incidente mortale all’interno dello stabilimento della “Cora srl”, un’azienda specializzata nella produzione di prodotti farmaceutici situata nella frazione di Spianate, nel comune di Altopascio (Lucca). La vittima è un giovane operaio di soli 30 anni, Giacomo Pucci, residente a Pescia.
La dinamica del sinistro, attualmente oggetto di un’indagine formale coordinata dalla Procura di Lucca, mette in luce la pericolosità estrema delle linee di produzione automatizzate.
Secondo una prima e parziale ricostruzione effettuata dai tecnici della prevenzione, il trentenne stava operando nei pressi o all’interno del raggio d’azione di un’imponente pressa industriale.
Per cause ancora in corso di accertamento, il macchinario lo ha investito in pieno, causandone lo schiacciamento del corpo. I primi a intervenire sono stati i colleghi di reparto dell’operaio che, udite le grida o accortisi del blocco della linea, hanno liberato il giovane e iniziato immediatamente le manovre di rianimazione cardio-polmonare, guidati al telefono dalla centrale operativa.
Poco dopo sono giunti sul posto i sanitari della Misericordia di Altopascio, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri. Purtroppo, nonostante il prolungarsi delle manovre rianimatorie avanzate, i traumi da schiacciamento si sono rivelati troppo gravi e i medici hanno dovuto constatare il decesso sul posto.
Le indagini dello Psal e la dura presa di posizione della Cisl
Come da protocollo per gli infortuni gravi e mortali, lo stabilimento farmaceutico ha visto l’ingresso degli ispettori del lavoro per il blocco delle attività.
I tecnici della prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro della USL Toscana Centro hanno avviato i rilievi metrici e strutturali sulla pressa per verificare il corretto funzionamento dei sensori di barriera a fotocellula e dei sistemi di blocco d’emergenza che avrebbero dovuto impedire l’attivazione del braccio meccanico in presenza dell’operatore.
La nota di Cisl e Fim-Cisl: in un comunicato congiunto, le sigle sindacali territoriali hanno espresso un profondo cordoglio alla famiglia, alzando la voce sulla necessità di investimenti reali: “Tutto quanto è possibile fare in riferimento a salute e sicurezza nei luoghi di lavoro non può mai essere considerato un adempimento formale, ma un dovere collettivo che coinvolge imprese, lavoratori e istituzioni.
Prevenzione, formazione continua, organizzazione del lavoro e investimenti adeguati devono essere elementi strutturali e non negoziabili. Ogni morte sul lavoro rappresenta una ferita profonda per l’intera società”.