Assergi: Silvio Cipicchia trovato morto in cortile accanto al suo trattore
L'uomo sarebbe stato stroncato da un malore improvviso diversi giorni fa, mentre effettuava alcuni lavori di manutenzione
Assergi: Silvio Cipicchia trovato morto in cortile accanto al suo trattore. L’uomo sarebbe stato stroncato da un malore improvviso diversi giorni fa, mentre effettuava alcuni lavori di manutenzione.
Una drammatica scoperta ha gettato nel dolore e nello sconforto la piccola e unita comunità di Assergi, frazione montana del comune dell’Aquila.
Il corpo senza vita di Silvio Cipicchia, 56 anni, è stato rinvenuto nella mattinata di oggi all’interno del cortile della sua abitazione privata, situata in una traversa di via Sotto La Chiesa.
Secondo i primi riscontri del medico legale, il decesso risalirebbe a circa due o tre giorni fa, poco dopo il rientro dell’uomo in paese da un soggiorno sulla costa adriatica.
La scena del ritrovamento e l’ipotesi del malore
Il corpo di Silvio Cipicchia giaceva a terra, stretto in uno spazio angusto tra un vecchio trattore agricolo e una Ford di colore bianco, che aveva ancora il cofano del motore sollevato.
Sul posto sono intervenute tempestivamente le pattuglie della Polizia di Stato, che hanno provveduto a isolare l’intera area per consentire lo svolgimento dei rilievi da parte degli esperti della Scientifica e l’ispezione cadaverica del medico legale di turno.
Sebbene la Procura e gli investigatori non escludano formalmente alcuna pista in attesa dei risultati definitivi degli accertamenti, l’ipotesi di gran lunga più accreditata resta quella di un malore improvviso e fatale.
Cipicchia soffriva da tempo di patologie piuttosto serie che ne limitavano parzialmente la mobilità e che, recentemente, avevano reso necessario anche un ricovero in una struttura ospedaliera.
Chi conosceva l’uomo lo descrive come una persona estremamente caparbia, determinata a non arrendersi ai limiti fisici imposti dalla malattia.
Proprio questa forza di volontà lo avrebbe spinto, nelle ore precedenti al decesso, a scendere nel cortile per rimettere in moto il trattore, tentando probabilmente di collegare la batteria dell’automobile vicina prima di essere colto dal malore fatale.
Il dolore dei familiari e la fedeltà del cane Rambo
La notizia della tragedia ha richiamato sul posto i familiari più stretti, dando vita a scene di profondo strazio. Nel cortile della villetta è giunta per prima la figlia Maria Eugenia, raggiunta poco dopo dall’anziana madre di Cipicchia e dalla badante, accorse d’urgenza da Martinsicuro (Teramo) non appena appresa la drammatica notizia.
A rendere ancora più toccante lo scenario, sotto lo sguardo silenzioso dei vicini di casa e delle forze dell’ordine, è stata la presenza dei tre cani della vittima.
Tra questi, il più fedele, Rambo, visibilmente spaventato dal trambusto e dal viavai dei soccorritori, è rimasto per ore accucciato sotto l’automobile con il cofano aperto, rifiutandosi di allontanarsi dal punto in cui il suo padrone ha esalato l’ultimo respiro.
La salma rimane ora a disposizione dell’autorità giudiziaria per le decisioni sul rilascio del nulla osta per i funerali.