Bolsena: esplode e crolla una villetta in via dell’Arena, si scava per un disperso di 67 anni
La deflagrazione intorno alle 9:30 causata da una fuga di gas. L'impianto era alimentato da un bombolone privato. Cani molecolari individuano due punti sensibili tra le macerie
Bolsena: esplode e crolla una villetta in via dell’Arena, si scava per un disperso di 67 anni. La deflagrazione intorno alle 9:30 causata da una fuga di gas. L’impianto era alimentato da un bombolone privato. Cani molecolari individuano due punti sensibili tra le macerie.
Una devastante esplosione si è verificata intorno alle ore 09:30 di questa mattina a Bolsena, in provincia di Viterbo. La deflagrazione ha completamente sventrato e ridotto in macerie una villetta indipendente situata in via dell’Arena, una zona residenziale posta immediatamente fuori dal centro abitato.
Al momento si scava freneticamente: sotto i detriti si teme la presenza del proprietario, un uomo di 67 anni (nato nel 1959) che risiedeva da solo nell’immobile.
La dinamica della saturazione e il drammatico retroscena tecnico
La violenza dello scoppio, avvertito distintamente dall’intero paese e lungo le sponde del lago di Bolsena, è legata a una massiva perdita di combustibile negli ambienti chiusi.
Secondo i rilievi preliminari dei tecnici dei Vigili del Fuoco, l’esplosione è stata causata da una saturazione da gas propano liquido (GPL). La villetta non risultava allacciata alla rete di distribuzione pubblica cittadina, bensì servita da un bombolone privato situato nel giardino di pertinenza.
Un dettaglio cruciale, emerso nelle ultime ore grazie alle testimonianze raccolte in paese, orienta le indagini verso una fatalità legata a interventi domestici.
Nella serata di ieri, martedì 26 maggio, il sessantasettenne era stato notato in una rivendita locale mentre acquistava giunti, tubazioni e materiale tecnico specifico per la manutenzione e la modifica delle condutture collegate al serbatoio esterno.
Non si esclude che una manovra errata nel montaggio o il collaudo dell’impianto senza le dovute verifiche di tenuta abbiano originato la perdita silenziosa durante la notte.
I soccorsi in corso e i segnali dalle unità cinofile
Sul luogo del disastro è concentrato un imponente dispositivo di ricerca e salvataggio che sta operando in condizioni di estrema precarietà strutturale.
Sono ore di angoscia per le squadre operative dei Vigili del Fuoco giunte dai distaccamenti di Gradoli e dal comando provinciale di Viterbo, coordinate sul campo dal comandante provinciale.
Sul posto è attiva l’Unità di ricerca e individuazione dispersi (USAR), specializzata nel taglio di elementi strutturali e nel puntellamento delle macerie.
Le unità cinofile integrate nel dispositivo di soccorso hanno perlustrato i resti fumanti della villetta, individuando due distinti punti sensibili in cui l’odore del disperso risulta più concentrato.
I soccorritori stanno concentrando gli sforzi di rimozione dei detriti in una di queste nicchie nella speranza che l’uomo sia protetto da una sacca d’aria, anche se il prolungarsi del tempo d’attesa e il peso dei solai crollati alimentano il pessimismo.