Cassano d’Adda: trascinato dalla corrente del fiume, muore un 60enne
L'incidente nel primo pomeriggio di ieri all'altezza di via Canterana. Un giovane si salva aggrappandosi ai rovi su uno scoglio. Il corpo della vittima recuperato a 600 metri di distanza
Cassano d’Adda: trascinato dalla corrente del fiume, muore un 60enne. L’incidente nel primo pomeriggio di ieri all’altezza di via Canterana. Un giovane si salva aggrappandosi ai rovi su uno scoglio. Il corpo della vittima recuperato a 600 metri di distanza.
La dinamica: l’improvvisa caduta e il salvataggio in extremis
L’allarme è scattato lungo le sponde dell’Adda, in un tratto caratterizzato da correnti insidiose e mulinelli improvvisi. Due persone si trovavano nei pressi di via Canterana quando, per cause ancora in corso di accertamento da parte delle forze dell’ordine, sono scivolate improvvisamente nel fiume, venendo immediatamente trascinate a valle dalla forza dell’acqua.
La persona più giovane è riuscita a lottare contro la corrente e a mettersi in salvo per il rotto della cuffia. Sfruttando un ammasso di rovi cresciuto su uno scoglio affiorante, è rimasta aggrappata fino all’arrivo degli aiuti.
Per il secondo uomo, un sessantenne, non c’è stato scampo. Subito dopo l’impatto con l’acqua è stato trascinato a fondo, scomparendo rapidamente dalla vista dei presenti e non riemergendo più in superficie.
Il massiccio spiegamento di forze e il ritrovamento
La centrale operativa dell’emergenza ha coordinato un imponente dispositivo di ricerca, attivando risorse di terra, di mare e aeree per battere il corso del fiume.
Sul posto sono confluite d’urgenza le autopompe dei Vigili del Fuoco di Gorgonzola e Treviglio, supportate dai nuclei specialistici Saf (Speleo-Alpino-Fluviale) di Bergamo e dai soccorritori acquatici del comando provinciale.
Per velocizzare le ispezioni subacquee è decollato l’elicottero Drago 153 del Reparto Volo della Lombardia, che ha imbarcato e trasportato sul luogo della tragedia i sommozzatori del nucleo di Milano.
Nonostante la tempestività delle operazioni, i timori dei soccorritori si sono tramutati in realtà nel tardo pomeriggio. Gli specialisti fluviali hanno individuato il corpo esanime del sessantenne incastrato sul fondale, circa 600 metri più a valle rispetto al punto in cui era caduto. La salma è stata recuperata e riportata a riva a disposizione dell’autorità giudiziaria.