Castello delle Cerimonie: il Consiglio di Stato ferma la chiusura
Sospeso il decreto del TAR: La Sonrisa può continuare l'attività. Sospiro di sollievo per la famiglia Polese e i dipendenti. Prossima tappa il 4 giugno
Castello delle Cerimonie: il Consiglio di Stato ferma la chiusura. Sospeso il decreto del TAR: La Sonrisa può continuare l’attività. Sospiro di sollievo per la famiglia Polese e i dipendenti. Prossima tappa il 4 giugno.
Arriva un colpo di scena giudiziario che riaccende i riflettori su uno dei simboli più noti del territorio: il Grand Hotel La Sonrisa. La vicenda del “Castello delle Cerimonie“, che sembrava essere giunta al capolinea solo quarantott’ore fa, subisce un’improvvisa inversione di marcia grazie all’intervento del Consiglio di Stato.
La decisione dei giudici
Dopo la revoca delle licenze notificata dalla sindaca di Sant’Antonio Abate, Ilaria Abagnale, il pool legale della famiglia Polese ha ottenuto un decreto cautelare monocratico.
Il Presidente della settima sezione del Consiglio di Stato ha stabilito che, in attesa di un approfondimento collegiale, prevale l’esigenza di garantire la continuità economica della struttura.
Viene inibita l’esecuzione della sentenza del TAR, permettendo al Grand Hotel di onorare gli impegni (matrimoni e cerimonie) già in calendario. L’udienza collegiale è fissata per il 4 giugno 2026, mentre il fronte penale attende il pronunciamento della Cassazione il 9 luglio.
La strategia legale: “Rischio danni irreparabili”
L’avvocato Dario Vannetiello, legale di Imma Polese, ha sollevato un quesito cruciale sulla gestione della confisca. È stata depositata una seconda richiesta di revisione basata su otto nuove prove.
La difesa avverte: se il Comune procedesse con azioni drastiche (come l’abbattimento) e successivamente la confisca venisse revocata, lo Stato si troverebbe a dover risarcire danni “ciclopici”.