Catturato l’aggressore di Stroncone: finita la fuga
Catturato l’aggressore di Stroncone: finita la fuga. Bloccato dai Carabinieri l’uomo che ha ridotto in fin di vita la moglie su un bus. Aveva il braccialetto elettronico, ma se lo è strappato dopo il delitto. La donna lotta per la vita a Terni.
È stato finalmente catturato l’uomo che, sabato scorso, ha trasformato un autobus di linea a Stroncone, nel ternano, in uno scenario da incubo, aggredendo la moglie a martellate davanti agli occhi attoniti dei passeggeri.
La notizia dell’arresto porta un sospiro di sollievo, ma spalanca un abisso di interrogativi sull’efficacia delle misure di protezione per le donne vittime di violenza.
Dopo tre giorni di caccia all’uomo che ha coinvolto i reparti dell’Arma su scala nazionale, il cerchio si è chiuso. I Carabinieri, grazie a un massiccio spiegamento di forze e al monitoraggio di ogni possibile via di fuga, sono riusciti a rintracciare l’uomo (di cui non sono ancora state diffuse le generalità complete).
Al momento dell’aggressione, l’uomo indossava il braccialetto elettronico. Era già sottoposto a questa misura proprio per precedenti violenze nei confronti della moglie.
Tuttavia, lo strumento non ha impedito l’avvicinamento né l’aggressione: l’uomo se lo è strappato via subito dopo aver colpito, abbandonandolo insieme al martello insanguinato.
La donna resta ricoverata in condizioni gravissime all’ospedale Santa Maria di Terni. I medici stanno facendo l’impossibile per salvarla, mentre l’intera comunità umbra attende con il fiato sospeso.
Un sistema sotto accusa
Questo episodio riaccende violentemente la polemica sulla sicurezza garantita dai dispositivi elettronici. Com’è stato possibile che l’uomo si sia avvicinato alla vittima su un mezzo pubblico senza che scattasse un allarme tempestivo?
Il fatto che indossasse già il braccialetto conferma che era considerato un soggetto ad alto rischio. La martellata su un bus non è stata un raptus, ma il culmine di un fallimento della rete di protezione.