Cingoli: 65enne trovata morta nel letto, il decesso risalirebbe a un mese fa

La macabra scoperta oggi alla frazione Troviggiano in una casa di campagna. La donna viveva con il marito e il figlio. Disposto l'intervento dei Servizi Sociali e dell'Asl Psichiatrica

Redazione
Cingoli: 65enne trovata morta nel letto, il decesso risalirebbe a un mese fa
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Cingoli: 65enne trovata morta nel letto, il decesso risalirebbe a un mese fa. La macabra scoperta oggi alla frazione Troviggiano in una casa di campagna. La donna viveva con il marito e il figlio. Disposto l’intervento dei Servizi Sociali e dell’Asl Psichiatrica.

Una vicenda dai contorni surreali e profondamente drammatici scuote l’entroterra marchigiano. Il cadavere di una donna di circa 65 anni è stato rinvenuto all’interno di un’abitazione nelle campagne di Troviggiano, frazione del comune di Cingoli (Macerata).

L’aspetto più agghiacciante della vicenda, secondo quanto riferito dalle prime indiscrezioni giornalistiche, è che il decesso della donna risalirebbe addirittura a più di un mese fa, un lasso di tempo in cui i familiari avrebbero continuato a vegliare o a coabitare con la salma in silenzio.

L’allarme dei vicini e il rinvenimento

A far scattare la macchina dei controlli è stata la prolungata assenza della donna dalla vita quotidiana della piccola comunità rurale. Alcuni conoscenti e residenti della zona, insospettiti dal fatto che la sessantacinquenne non si facesse vedere all’esterno dell’abitazione da diverse settimane, hanno deciso di allertare le autorità competenti temendo un malore.

Quando le forze dell’ordine e gli operatori hanno fatto accesso all’interno della casa colonica, si sono trovati davanti a uno scenario sconcertante. La donna giaceva priva di vita all’interno del proprio letto. Lo stato di decomposizione del corpo ha subito palesato ai medici che la morte non era recente, ma risaliva presumibilmente a poco meno di sessanta giorni prima.

Il nucleo familiare e l’attivazione dei servizi assistenziali

La vittima conviveva nello stabile con il nucleo familiare stretto, composto dal marito e dal figlio. La circostanza che i due abbiano vissuto per quattro settimane con il corpo della congiunta in casa ha richiesto un intervento multidisciplinare.

Una primissima ispezione esterna del cadavere compiuta sul posto non avrebbe evidenziato lesioni traumatiche, ecchimosi o ferite riconducibili ad aggressioni, elementi che spingono gli inquirenti a ipotizzare una morte per cause naturali (come un infarto fulmineo nel sonno).

Data la complessità e la fragilità del contesto familiare emerso, sul posto, insieme ai Carabinieri e alla Polizia Locale, sono intervenuti d’urgenza gli assistenti dei Servizi Sociali di Cingoli e gli specialisti del Dipartimento di Salute Mentale (DSM) di Jesi per prendere in carico i parenti della vittima e valutarne lo stato psicologico.

Fascicolo in Procura per accertare le cause

I Carabinieri della compagnia locale hanno avviato le indagini formali e stanno ascoltando i familiari per comprendere le ragioni del loro prolungato isolamento e del mancato allarme alle autorità sanitarie al momento del decesso.

La Procura della Repubblica di Macerata aprirà un fascicolo d’indagine di rito; la salma della sessantacinquenne verrà trasferita in obitorio dove il medico legale eseguirà l’autopsia.

Esame indispensabile sia per datare con esattezza cronologica il decesso, sia per sgombrare definitivamente il campo da qualsiasi ipotesi di reato o negligenza assistenziale.

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