Emergenza terremoto: scatta la solidarietà internazionale per il Venezuela
Mentre gli ospedali locali sono al collasso e mancano i mezzi pesanti per rimuovere le macerie, arrivano i primi contingenti di soccorso dall'estero, inclusa l'Italia
Emergenza terremoto: scatta la solidarietà internazionale per il Venezuela. Mentre gli ospedali locali sono al collasso e mancano i mezzi pesanti per rimuovere le macerie, arrivano i primi contingenti di soccorso dall’estero, inclusa l’Italia.
La situazione in Venezuela è drammatica e le prossime ore saranno determinanti. Il paese sta affrontando la più grave catastrofe sismica degli ultimi 125 anni, provocata dal devastante “terremoto doppietto” (due scosse violentissime di magnitudo 7.2 e 7.5 a pochissimi secondi di distanza) che ha colpito lo stato di Yaracuy e l’intera costa settentrionale lo scorso 24 giugno.
Mentre il bilancio delle vittime continua purtroppo a salire, la macchina dei soccorsi internazionali sta cercando in tutti i modi di superare le barriere logistiche e strutturali del paese per supportare la popolazione.
I numeri di una catastrofe umanitaria
I dati preliminari forniti dalle agenzie delle Nazioni Unite delineano uno scenario di proporzioni enormi. Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), fino a 6,8 milioni di persone potrebbero aver subito danni o ripercussioni a causa del sisma, considerando l’altissima densità abitativa dell’area metropolitana di Caracas.
La fitta rete di corregionali in Venezuela è stata duramente colpita. Come confermato dalla Farnesina, si registrano purtroppo 3 morti, 5 feriti e ben 35 dispersi tra i cittadini italo-venezuelani, su una comunità totale che conta circa 150.000 residenti.
La corsa contro il tempo e gli aiuti internazionali
La “finestra d’oro” delle prime 72 ore si sta chiudendo, spingendo i soccorritori locali e internazionali a fare gli straordinari in condizioni critiche. Le prime 25 squadre di soccorso provenienti da 17 Paesi differenti e coordinate dalle Nazioni Unite stanno atterrando nelle zone calde.
Questo contingente di circa 1.000 specialisti (comprendente anche team italiani) darà supporto nei settori chiave della ricerca sotto le macerie e della logistica medica.
I vigili del fuoco e la protezione civile venezuelana lottano da giorni contro la carenza cronica di attrezzature adeguate, aggravata da anni di rivendicazioni sindacali per stipendi insufficienti e mancanza di investimenti.
Negli ospedali di La Guaira e Caracas i medici stanno allestendo reparti di fortuna direttamente in strada a causa del sovraffollamento e dei danni strutturali subiti dagli edifici sanitari.
La protezione civile locale raccomanda a chiunque si trovi nelle zone colpite di non rientrare negli edifici che presentano crepe visibili, poiché lo sciame sismico è ancora fortemente attivo nell’area centro-settentrionale del Paese.