Escono per funghi: salvato il marito, la moglie trovata morta in un canalone

Dramma nei boschi di Campigna nel Forlivese: i tecnici del Soccorso Alpino impegnati in un lungo e complesso intervento di recupero

Redazione
Escono per funghi: salvato il marito, la moglie trovata morta in un canalone

Escono per funghi: salvato il marito, la moglie trovata morta in un canalone. Dramma nei boschi di Campigna nel Forlivese: i tecnici del Soccorso Alpino impegnati in un lungo e complesso intervento di recupero.

Una giornata di svago alla ricerca di funghi tra i boschi dell’Appennino si è trasformata in un doppio dramma per una coppia di escursionisti. Nel pomeriggio di ieri, sabato 27 giugno 2026, una donna ha perso la vita dopo essere precipitata in un profondo e impervio canalone in località Campigna, nel territorio comunale di Santa Sofia (Forlì-Cesena).

Il marito, anch’esso scivolato nel vuoto, è stato tratto in salvo dai soccorritori, ignaro fino all’ultimo che a poca distanza la moglie fosse deceduta.

Il primo allarme e il salvataggio dell’uomo

La richiesta di aiuto è giunta alla centrale operativa del 118 poco dopo mezzogiorno, attivando immediatamente i tecnici della Stazione Monte Falco del Soccorso Alpino e Speleologico Emilia Romagna (SAER):

Secondo le prime informazioni, l’uomo stava perlustrando una zona boschiva particolarmente scoscesa insieme alla consorte quando ha perso l’equilibrio, scivolando lungo un canalone roccioso.

I soccorritori alpini sono riusciti a individuare l’uomo e, calandosi nel dirupo con tecniche speleo-alpinistiche, lo hanno raggiunto e messo in sicurezza. L’escursionista è stato recuperato e affidato alle cure dei sanitari.

Le ricerche e il tragico ritrovamento

Subito dopo il salvataggio del primo ferito, lo scenario operativo è mutato drammaticamente. Non vedendo la moglie e non riuscendo a mettersi in contatto con lei, i tecnici del Soccorso Alpino hanno compreso che la donna non si trovava sul sentiero sicuro e hanno avviato battute di ricerca a tappeto nella stessa area della prima caduta.

La perlustrazione del canalone ha portato alla tragica scoperta. La moglie era precipitata nello stesso orrido, ma la violenza della caduta l’aveva spinta molto più a valle, a circa 90 metri di profondità rispetto al piano del sentiero.

Quando i tecnici sono riusciti a calarsi fino al punto d’impatto, per la donna non c’era ormai più nulla da fare: i traumi riportati nel volo lungo la parete di roccia si sono rivelati fatali. La salma è stata recuperata al termine di operazioni lunghe e delicate, rese complesse dalla natura estremamente accidentata del terreno.

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