Esteri: i turchi conquistano una città al confine siriano


Esteri: i turchi conquistano una città al confine siriano

Turchia. L’esercito turco ha detto di aver conquistato Ras al Ain, città al confine tra Turchia e Siria controllata dai curdi, che però hanno smentito la notizia sostenendo. Sarebbe la conquista più significativa ottenuta finora dalla Turchia nell’operazione militare “Primavera di pace”, avviata nei giorni scorsi dal governo turco per creare una “zona cuscinetto” nel nordest della Siria.

Uccisi 74 soldati curdi, 40 ribelli siriani e 30 civili siriani

Secondo il Syrian Observatory for Human Rights, un’organizzazione con sede a Londra che monitora la situazione in Siria, finora nei combattimenti sono stati uccisi 74 soldati curdi, 49 ribelli siriani che combattono con la Turchia e 30 civili siriani.

La fuga dei terroristi

Quello di Ras al Ain non è l’unico sviluppo importante delle ultime ore: fonti dell’esercito curdo hanno infatti detto alla stampa internazionale che un’autobomba è stata fatta esplodere vicino a una prigione che detiene alcuni prigionieri dell’ISIS ad Hasaka. Non ci sono ancora notizie di morti o eventuali fuggitivi. Venerdì era successa una cosa analoga in una prigione di Qamishli, una città siriana sempre al confine con la Turchia: cinque terroristi sono scappati, secondo l’esercito curdo.


Si stima che nelle prigioni curde nel nordest della Siria siano detenuti circa 11mila miliziani dell’ISIS, 9mila siriani e iracheni e 2mila foreign fighters, i combattenti stranieri. Quello che succederà loro durante la guerra in corso è una delle maggiori preoccupazioni nella comunità internazionale. Secondo una fonte curda della giornalista del New York Times Rukmini Callimachi, ci sono già stati tentativi di fuga anche al campo di al Hol, nel quale vivono circa 70mila persone: molte sono parenti e persone affiliate all’ISIS, anche se migliaia sono siriani e iracheni che vivevano semplicemente nei territori controllati dal Califfato Islamico.

Tentativo di intimidire gli Stati Uniti

Venerdì, intanto, gli Stati Uniti hanno detto che alcuni colpi di artiglieria sono caduti vicino ad alcuni soldati americani nei pressi di Kobane, città al confine tra Siria e Turchia. L’esplosione, ha detto il Pentagono, è avvenuta in una zona che la Turchia sa essere presidiata dalle forze statunitensi: due funzionari dell’esercito hanno detto a Callimachi che si è trattato di un tentativo di intimidire gli Stati Uniti.

Duecentomila sfollati

Gli Stati Uniti hanno tenuto finora una posizione confusa sull’offensiva militare turca, che secondo i curdi siriani ha causato circa 200mila sfollati e che è stata condannata dall’Unione Europea. Dopo aver dato sostanzialmente il “via libera” alla Turchia contro i curdi siriani annunciando il ritiro dei soldati statunitensi dal nordest della Siria, ed eliminando quindi l’ultimo ostacolo all’invasione turca, l’amministrazione di Donald Trump è sembrata avere dei ripensamenti. Venerdì il segretario della Difesa Mark Espe aveva detto che gli Stati Uniti non stavano «abbandonando i curdi», definendo «impulsiva» la decisione della Turchia di attaccare.



Condividi adesso


Redazione L'inserto

La redazione de L'inserto, articoli su cronaca, economia e gossip