Farneta: si scava alla Certosa per i resti di una donna scomparsa nel 2012
In azione gli escavatori dei Vigili del Fuoco e gli archeologi forensi dell'Università di Pisa. La Procura riapre il caso di una cittadina peruviana. Smentita la pista per Roberta Ragusa
Farneta: si scava alla Certosa per i resti di una donna scomparsa nel 2012. In azione gli escavatori dei Vigili del Fuoco e gli archeologi forensi dell’Università di Pisa. La Procura riapre il caso di una cittadina peruviana. Smentita la pista per Roberta Ragusa.
Da diverse ore, le campagne della provincia di Lucca sono teatro di un’imponente operazione di polizia scientifica. Ruspe, esperti forensi e unità specializzate stanno setacciando un appezzamento di terreno a Farneta, una frazione a ovest del capoluogo lucchese, a ridosso del perimetro monumentale della storica Certosa dello Spirito Santo. Gli inquirenti stanno scavando alla ricerca dei resti di una donna svanita nel nulla ben 14 anni fa.
Il cantiere investigativo in via per Formentale
Le operazioni, condotte nel più stretto riserbo ma impossibili da nascondere data la magnitudo dei mezzi impiegati, si stanno concentrando in un punto ben preciso. Le attività di scavo stanno interessando un terreno agricolo situato nei pressi di una vecchia casa colonica, posizionata esattamente all’imbocco di via per Formentale.
Sul posto, per rimuovere metodicamente i diversi strati di terreno, sono entrati in funzione due escavatori pesanti del comando provinciale dei Vigili del Fuoco. Il coordinamento sul campo è affidato agli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Lucca.
Al loro fianco stanno operando le unità cinofile della Polizia di Stato con il supporto di cani molecolari addestrati per la ricerca di resti biologici e un team di periti e georadar del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, specializzati nell’analisi delle anomalie del sottosuolo e nell’archeologia forense.
La svolta sul cold case della donna peruviana
Il decreto di perquisizione e scavo è stato siglato dal pubblico ministero della Procura di Lucca, Enrico Corucci, a seguito di un’improvvisa accelerazione nelle indagini.
A determinare la riapertura del fascicolo, rimasto per anni contro ignoti, sarebbero state alcune inedite e dettagliate confidenze raccolte recentemente dagli investigatori, elementi ritenuti così solidi e circostanziati da spingere i magistrati a ordinare l’immediato sbancamento del sito.
Gli inquirenti hanno categoricamente smentito e liquidato come infondate le voci di corridoio sorte nelle prime ore che ipotizzavano un collegamento con il caso di Roberta Ragusa (la donna scomparsa da Gello di San Giuliano Terme proprio nel gennaio del 2012). Le ricerche odierne riguardano invece una donna di origini peruviane che all’epoca risiedeva stabilmente a Farneta e della quale si persero le tracce nel 2012.
Quattordici anni fa, la sparizione della donna venne inizialmente catalogata come un possibile allontanamento volontario e un conseguente rientro nel Paese d’origine.
L’allarme formale scattò solo mesi dopo, quando i parenti della donna residenti in Perù, allarmati dal silenzio prolungato e dall’impossibilità di mettersi in contatto con lei, sollecitarono l’intervento delle autorità italiane.
Le indagini di allora si conclusero con un nulla di fatto, ma la tesi del delitto e del successivo occultamento del cadavere ha ripreso prepotentemente corpo.