Fine vita: Christian muore a 55 anni in Lombardia tramite suicidio assistito
Affetto da sclerosi multipla dal 1999, aveva avanzato la richiesta ufficiale all'Asl a febbraio. L'Associazione Coscioni evidenzia la rapidità dell'iter ma rilancia la campagna 'Liberi Subito' per uniformare i tempi regionali
Fine vita: Christian muore a 55 anni in Lombardia tramite suicidio assistito. Affetto da sclerosi multipla dal 1999, aveva avanzato la richiesta ufficiale all’Asl a febbraio. L’Associazione Coscioni evidenzia la rapidità dell’iter ma rilancia la campagna ‘Liberi Subito’ per uniformare i tempi regionali.
L’Associazione Luca Coscioni ha reso nota la morte di Christian, un uomo lombardo di 55 anni affetto da una forma severa e irreversibile di sclerosi multipla dal 1999.
Il decesso è avvenuto lo scorso lunedì 18 maggio all’interno delle mura domestiche, dove l’uomo si è autosomministrato il farmaco letale. Si tratta del terzo caso documentato nella regione Lombardia e del diciassettesimo su tutto il territorio nazionale dall’introduzione della giurisprudenza della Consulta.
Il percorso di Christian e la tempestività dell’Asl
La vicenda di Christian rappresenta, secondo le associazioni di settore, un esempio di applicazione lineare delle sentenze costituzionali vigenti, pur in assenza di una legge quadro nazionale.
Diagnosticato nel 1999, il cinquantacinquenne viveva da anni in una condizione di totale e irreversibile dipendenza dai caregiver, afflitto da sofferenze fisiche e dolori giudicati del tutto insopportabili.
Elementi che rientrano pienamente nei quattro requisiti stringenti stabiliti dalla Corte Costituzionale con la storica sentenza Cappato/Antoniani (Sentenza 242/2019).
Nel febbraio scorso, Christian ha depositato formalmente la richiesta di verifica delle proprie condizioni sanitarie presso l’Azienda Sanitaria Locale di riferimento.
A soli tre mesi dall’istanza, dopo le verifiche del comitato etico territoriale e la validazione medica, l’uomo ha potuto accedere alla procedura medica assistita direttamente a casa sua il 18 maggio, evitando le lunghe odissee giudiziarie che hanno caratterizzato casi analoghi nel recente passato.
La battaglia politica: la campagna “Liberi Subito”
Nonostante la positiva risoluzione burocratica del caso specifico, i vertici dell’Associazione Luca Coscioni evidenziano forti disparità di trattamento a seconda della geografia sanitaria italiana:
Il tesoriere Marco Cappato e la segretaria nazionale Filomena Gallo hanno sottolineato come questo caso confermi “la piena applicabilità della sentenza della Corte costituzionale in tutto il territorio nazionale, non solo in regioni come la Toscana e la Sardegna” che si sono dotate di linee guida specifiche.
Poiché i tempi di risposta variano enormemente da un’azienda sanitaria all’altra, la Coscioni ha annunciato una forte accelerazione nella raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare denominata “Liberi Subito” in Lombardia.
L’obiettivo è normare per legge regionale le tempistiche amministrative e l’obbligo informativo per medici e pazienti, garantendo i “tempi celeri” richiesti a gran voce dai giudici costituzionali attraverso il supporto informativo costante garantito dal Numero Bianco.