Milano: svolta nel giallo di via Brighenti. Indagato il fidanzato di Carol Tomasello
La ventinovenne fu trovata impiccata nel luglio 2023. I genitori non si sono mai arresi e dall'analisi del cellulare della figlia è emerso lo spettro di una relazione tossica
Milano: svolta nel giallo di via Brighenti. Indagato il fidanzato di Carol Tomasello. La ventinovenne fu trovata impiccata nel luglio 2023. I genitori non si sono mai arresi e dall’analisi del cellulare della figlia è emerso lo spettro di una relazione tossica.
A distanza di trentaquattro mesi da quel drammatico 9 luglio 2023, l’inchiesta sulla tragica fine di Carol Beatrice Tomasello, la ventinovenne trovata senza vita nell’appartamento di via Costantino Maria Brighenti a Milano, registra una svolta decisiva.
La pm Alessia Menegazzo ha formalmente iscritto nel registro degli indagati il fidanzato della ragazza. L’ipotesi di reato su cui la Procura intende fare piena luce è “morte come conseguenza di altro reato”, nello specifico come sviluppo estremo di maltrattamenti gravi.
Il rovello dei genitori e la battaglia legale per la verità
Per quasi tre anni, Sebastiano Tomasello e Valerica Tudora, i genitori di Carol, hanno scavato nel silenzio per dare un senso alla perdita di una figlia descritta come bella, intelligente e con un intero futuro davanti, ma segnata da una profonda fragilità interiore.
La svolta emotiva e investigativa è arrivata quando i familiari hanno preso visione dei contenuti, delle immagini e delle chat conservate nel telefono di Carol.
Da quei file è emerso lo spaccato inquietante di uno scorcio finale di esistenza vissuto nell’infelicità, intrappolato in un rapporto di coppia scandito da presunte e ripetute violenze fisiche e psicologiche.
Nel luglio del 2024, assistiti dall’avvocato Stefano Galelli, i genitori presentarono una formale denuncia-querela. Il fascicolo, inizialmente aperto a “Modello 45” (ossia registro degli atti non costituenti notizia di reato), si è progressivamente riempito di elementi stringenti fino al cambio di passo impresso dalla Procura, che ha trasformato l’inchiesta individuando un preciso capo d’accusa e un nome.
Una tesi investigativa complessa e in salita per via del tempo trascorso, ma che potrebbe tracciare un precedente giurisprudenziale importantissimo nel perseguire l’istigazione indiretta o la responsabilità morale nei gesti estremi.
Le ultime ore di Carol: i dubbi sulla ricostruzione della notte
La ricostruzione di quella tragica notte tra l’8 e il 9 luglio 2023 si fonda su un contrasto stridente tra il racconto dell’indagato (accanto a lei dal giugno 2022) e gli ultimi contatti lucidi avuti dalla ventinovenne.
L’uomo ha riferito di aver incontrato Carol sotto casa, al suo rientro da un locale in zona Sempione dove lavorava, in uno stato di forte alterazione da alcol e sostanze psicotrope.
Una volta in casa, colta da una crisi agitatoria, la ragazza si sarebbe procurata numerosi tagli su spalle e gambe con un coltello da cucina.
Dopo il litigio, Carol si sarebbe chiusa in bagno, mentre il fidanzato si sarebbe addormentato, dormendo fino alle 15:30 del pomeriggio successivo, quando l’allarme dei telefoni ha spinto all’intervento di Polizia e Vigili del Fuoco, che hanno rimosso la porta del bagno bloccata trovando il corpo nel box doccia.
A stridere con il quadro di totale alterazione sono i riscontri tecnici. Alle 23:00 Carol messaggiava con il padre, felice per il rinnovo del contratto a tempo indeterminato dopo un periodo di stop dovuto a un’interruzione di gravidanza.
Ancora più emblematici gli orari dell’alba: alle 5:16 la giovane ha inviato una mail alla sua psicologa e alle 5:45 ha intrattenuto una lunga e tranquilla telefonata con un’amica all’estero, pianificando progetti futuri.
Segnali di normalità che spingono la famiglia e i legali a non cercare vendette, ma a pretendere risposte chiare su cosa abbia premuto quel “virtuale grilletto” nelle ore successive.