Giornata Mondiale per la Prevenzione dell’Annegamento: il 2026 lancia la nuova Strategia Globale
Promossa dalle Nazioni Unite e dall'OMS, la ricorrenza del 25 luglio accende i riflettori su una vera e propria emergenza globale di salute pubblica
Giornata Mondiale per la Prevenzione dell’Annegamento: il 2026 lancia la nuova Strategia Globale. Promossa dalle Nazioni Unite e dall’OMS, la ricorrenza del 25 luglio accende i riflettori su una vera e propria emergenza globale di salute pubblica.
Oggi, sabato 25 luglio 2026, si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale per la Prevenzione dell’Annegamento (World Drowning Prevention Day), istituita nel 2021 dalle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione sulle tragiche conseguenze degli incidenti in acqua e sulla necessità di risposte coordinate e tempestive.
L’edizione di quest’anno riveste un significato particolarmente strategico: il 2026 è infatti l’anno dedicato alla promozione e al lancio della nuova Strategia Globale per la Prevenzione dell’Annegamento, un quadro d’azione internazionale pensato per rafforzare l’impegno dei Governi, ridurre drasticamente le morti evitabili e promuovere una reale cultura della sicurezza idrica.
I dati della piaga: un’emergenza silenziosa
Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’annegamento rappresenta una delle principali cause di morte involontaria nel mondo, con centinaia di migliaia di vittime ogni anno.
I bambini in età prescolare e i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni rappresentano le fasce di popolazione a maggior rischio. Non solo mare e laghi durante le vacanze estive, ma anche fiumi, piscine private, bacini artificiali e canali di irrigazione, spesso privi di recinzioni o presidi di sicurezza idonei.
Più del 90% dei casi si verifica in Paesi a basso e medio reddito, ma il fenomeno continua a mietere centinaia di vittime ogni estate anche nelle località balneari e fluviali europee e italiane.
Gli obiettivi della Strategia Globale e i consigli chiave
La campagna di quest’anno punta a trasformare la consapevolezza in interventi concreti e coordinati a livello locale e globale.
I pilastri della sicurezza in acqua
Promuovere l’insegnamento delle nozioni base di nuoto e di sicurezza acquatica fin dall’infanzia. Installare barriere fisiche per controllare l’accesso ai bacini d’acqua non sorvegliati e alle piscine.
Garantire la presenza di bagnini di salvataggio qualificati e formare la popolazione generale alle manovre di Rianimazione Cardiopolmonare (RCP).
Prestare massima attenzione alle condizioni meteorologiche, evitare di fare il bagno in aree interdette o dopo aver consumato pasti abbondanti e bevande alcoliche.
Maria Laudando