Milano: incontro all’ISPI sulle elezioni negli Usa

Ieri incontro molto interessante svoltosi all'ISPI (istituto per gli studi di politica internazionale) di Milano

Redazione
Milano: incontro all’ISPI sulle elezioni negli Usa

Milano: incontro all’ISPI sulle elezioni negli Usa. Ieri incontro molto interessante svoltosi all’ISPI (istituto per gli studi di politica internazionale) di Milano.

In America vince la democrazia, specialmente in alcuni Stati, come quello del Texas dove James Talarico, insegnante, uomo di chiesa e di cultura, è stato uno dei personaggi più famosi della tornata elettorale e rispetto al passato la scelta del moderato è molto importante.

La scelta di un politico vicino al popolo conservatore, non é scontata, specialmente perché i repubblicani di solito non votano un moderato, lui è una persona che sa parlare e per i repubblicani è molto importante.

Un’importante disamina è quella di Ferruccio De Bortoli ex direttore del Corriere della Sera che sostiene a riguardo: “Io sarei cauto, a caldo le interpretazioni sono esagerate, le democrazie rappresentative hanno delle virtù nascoste, che speriamo che ci siano anche nelle altre democrazie.”

Siamo tutti abituati ad un presidente che si contraddice mille volte in un giorno. I sondaggi non erano stati attendibili, perché non si pensava ad una vittoria così numerosa di esponenti democratici.

Anche chi ha tanto denaro come Musk può non vincere, perché bisogna sempre ricordare che “i voti non si comprano”.

Continua con una giusta riflessione il direttore dell’ISPI Ferdinando Giugliano: “Tanti americani nel periodo hanno risposto che l’economia non era soddisfacente, e questo viene dal ragionamento che anche se le cose stanno andando male lo stesso si deve votare Trump, ed è lo stesso paradosso italiano, ovvero dover votare il “meno peggio“.

È stato fatto un investimento impressionante sull’IA ed alcune di queste società sono arrivate a dover dire: “Alcune tecnologie non le facciamo uscire perché potrebbero portare alla fine del mondo“.

La giornalista Mancini del Corriere della Sera invece racconta che i lavori stanno cambiando, ed alcuni con lo svilupparsi dell’IA non esisteranno più, e poi dice che bisognerebbe occuparsi di più dell’argomento ambientale, cosa che Trump non ha per nulla perseguito nel suo mandato.

Trump nell’immediato sarà “anatra zoppa” o “animale ferito” e quindi potrebbe estremizzare la sua versione. La reazione di Trump è stata abbastanza civile, ma ricordiamo che non esiste nulla di irreversibile nel lungo periodo.

Per finire voglio proporre degli interrogativi, cosa succederà nei prossimi mesi? Come si comporteranno nella realtà i nuovi eletti? Saranno in grado di far fronte alle aspettative del popolo americano? È importante aver fatto vincere persone con storie interessanti anche dal punto di vista personale?

Emanuele Buonauguro

  •  

Redazione

La redazione de L'inserto, articoli su cronaca, economia e gossip

Modifica le impostazioni GPDR