Milano: Scuola Militare Teulié, arrestato docente per ricatti sessuali
L'incubo è durato due anni. Sette allievi costretti a subire abusi sotto la minaccia di essere bocciati all'Esame di Stato
Milano: Scuola Militare Teulié, arrestato docente per ricatti sessuali. L’incubo è durato due anni. Sette allievi costretti a subire abusi sotto la minaccia di essere bocciati all’Esame di Stato.
Una notizia sconvolgente scuote le fondamenta di una delle istituzioni educative e formative più prestigiose e rigorose della città di Milano.
Proprio nel giorno in cui il Ministero ha pubblicato i nomi dei commissari d’esame per i 500mila studenti italiani, un gravissimo scandalo giudiziario travolge la Commissione d’esame di un noto liceo d’élite milanese.
I Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un insegnante di 48 anni, milanese, in servizio presso la storica Scuola Militare “Teulié” di Milano.
L’uomo, che ricopriva anche il ruolo di commissario interno per i prossimi esami di Stato, è accusato di concussione, violenza sessuale e maltrattamenti.
Il meccanismo del ricatto: “Sotto scacco per la Maturità”
Le indagini, coordinate dal Procuratore Capo di Milano, Marcello Viola, e condotte dai dipartimenti specializzati nella tutela delle “fasce deboli” e nei reati contro la Pubblica Amministrazione, hanno svelato un sistematico e feroce protocollo di sottomissione psicologica:
Sfruttando l’enorme potere discrezionale legato al suo ruolo di docente e, soprattutto, di membro interno della Commissione d’esame per l’imminente Maturità 2026, il quarantottenne aveva messo gli allievi con le spalle al muro.
Per evitare intralci nel prestigioso percorso di studi militare, non subire rapporti negativi e superare indenni le imminenti prove d’esame (al via il prossimo 18 giugno), i ragazzi venivano costretti a cedere a ricatti di natura sessuale e a subire abusi striscianti.
Il quadro delle violenze e le vittime accertate
L’attività investigativa ha preso il via grazie al coraggio di uno degli studenti, che ha deciso di rompere il muro di silenzio e di formalizzare una dettagliata denuncia:
Al momento, gli inquirenti hanno blindato le accuse in relazione a sette vittime accertate, tutte di sesso maschile e tutte maggiorenni (la scuola ospita i ragazzi durante il triennio conclusivo delle scuole superiori).
Come si legge negli atti d’accusa firmati dalle sostitute procuratrici Letizia Mannella e Alessia Menegazzo, gli studenti erano sottoposti dall’ottobre del 2024 fino ad oggi a un quotidiano e asfissiante regime di «sopraffazione, vessazione, umiliazione e manipolazione».
Oltre agli abusi fisici, il professore costringeva i giovani cadetti a rivelare dettagli intimi e privati della propria vita personale sotto costante pressione emotiva.