Milano: tre militari della Brigata “Sassari” pestati da un branco
Brutale aggressione in pieno centro: insultati per l'accento sardo. Calci, pugni e sprangate fuori da un locale
Milano: tre militari della Brigata “Sassari” pestati da un branco. Brutale aggressione in pieno centro: insultati per l’accento sardo. Calci, pugni e sprangate fuori da un locale.
Una serata di svago si è trasformata in un vero e proprio agguato di stampo xenofobo e violento nel cuore della movida milanese. Tre giovani militari in forza al 151° Reggimento Fanteria “Sassari” -due ragazzi originari dell’Ogliastra e una soldatessa dell’Oristanese, impegnati a Milano nell’ambito dell’operazione Strade Sicure- sono stati pestati selvaggiamente da un branco composto da sette o otto persone.
L’episodio si è consumato nelle prime ore del giorno in largo La Foppa, a due passi da corso Garibaldi. I tre soldati, liberi dal servizio, avevano appena lasciato un locale e stavano cercando un’auto in car sharing per fare rientro in caserma.
Secondo quanto ricostruito finora attraverso le prime denunce e i rapporti delle forze dell’ordine, la miccia sarebbe scattata per futili e vergognosi motivi: il gruppo li avrebbe prima avvicinati per prenderli in giro e sbeffeggiarli a causa del loro accento sardo.
Nonostante i militari abbiano scelto la strada del buonsenso, tentando di allontanarsi senza replicare alle provocazioni, il branco ha deciso di passare alle vie di fatto.
Un’aggressione sproporzionata e brutale: otto persone contro tre. I militari sono stati accerchiati e colpiti con calci, pugni e persino con l’ausilio di un’arma contundente -al vaglio degli inquirenti l’ipotesi che sia stato usato un manganello telescopico, una spranga o una stampella. Terminato il pestaggio, i aggressori si sono dileguati nel buio.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118 e i Carabinieri. I tre feriti sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale Fatebenefratelli.
I medici hanno riscontrato traumi cranici e la frattura delle ossa del naso per tutti, mentre la giovane soldatessa ha riportato anche la dolorosa frattura del coccige. Per loro la prognosi varia dai 2 ai 30 giorni.
Le indagini dei Carabinieri sono scattate immediatamente e procedono a tutto campo. Gli investigatori stanno acquisendo e analizzando le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della zona e del locale di corso Garibaldi.
L’ipotesi principale è che il branco potesse trovarsi all’interno dello stesso esercizio pubblico frequentato dalle vittime. I tre militari hanno sporto denuncia contro ignoti per lesioni personali aggravate, mentre cresce l’indignazione per un raid che colpisce non solo tre servitori dello Stato, ma l’intera convivenza civile.