Morte di Alice Ferrari in piscina. Con la cuffia si poteva salvare

Il j'accuse dell'associazione Salvagente dopo il dramma di Sestri Levante: «Le leggi ci sono, mancano i controlli»

Redazione
Morte di Alice Ferrari in piscina. Con la cuffia si poteva salvare
Alice Ferrari

Morte di Alice Ferrari in piscina. Con la cuffia si poteva salvare. Il j’accuse dell’associazione Salvagente dopo il dramma di Sestri Levante: «Le leggi ci sono, mancano i controlli».

La tragica scomparsa di Alice Ferrari, la bambina di 11 anni di Suisio (Bergamo) morta ieri all’ospedale Gaslini dopo essere rimasta incastrata con i capelli nel bocchettone di aspirazione di una piscina a Sestri Levante, squarcia il velo sul drammatico tema della sicurezza negli impianti natatori italiani.

Per Mirko Damasco, presidente dell’associazione Salvagente, non si tratta purtroppo di una fatalità isolata, ma del terzo dramma analogo consumatosi nel giro di pochi mesi nel nostro Paese.

Una striscia di sangue che riporta al centro del dibattito la distanza siderale che intercorre tra le normative teoriche e la loro effettiva e rigorosa applicazione sul campo.

L’atto d’accusa di Salvagente

Il presidente dell’associazione punta il dito contro la carenza di controlli reali. Solo pochi mesi fa, un ragazzino aveva perso la vita in Emilia-Romagna con la medesima, agghiacciante dinamica.

Salvagente chiede una rivoluzione culturale, a partire dall’uso della cuffia nei campeggi e negli stabilimenti balneari, dove oggi è spesso facoltativa e vista solo come un blando obbligo igienico.

«La cuffia è prima di tutto un salvavita: impedisce fisicamente ai capelli lunghi di essere risucchiati dai filtri».

Sebbene l’Unione Europea raccomandi da tempo griglie e sistemi di sicurezza evoluti sui bocchettoni, in Italia manca una legge organica che ne imponga l’adeguamento obbligatorio e retroattivo nelle strutture già esistenti. Un testo di legge che disciplinerebbe recinzioni, bocchettoni e coperture delle vasche fuori servizio giace da tempo bloccato in Parlamento.

Secondo gli esperti, l’adeguamento tecnico richiederebbe investimenti minimi: basterebbe installare dispositivi di arresto automatico o manuale dell’aspirazione d’emergenza e apporre una segnaletica chiara e visibile sul fondo e sulle pareti delle vasche.

Il dolore dell’equitazione lombarda: addio alla piccola amazzone

Mentre la magistratura prosegue gli accertamenti penali sul fondo della piscina ligure, la comunità di Suisio e l’intero mondo dell’ippica piangono una bambina straordinaria.

Alice montava a cavallo da quando aveva appena sei anni presso il centro Scudi dell’Isola di Bergamo ed era stata selezionata per la prestigiosa Pre-Academy Jumping Lombardia, sotto la guida del tecnico Alessandro Colombo.

La FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) della Lombardia ha affidato ai social un commovente messaggio di addio per la sua giovanissima atleta. «Davanti a queste notizie ogni parola perde significato. Alice era bionda, esile, con lunghi capelli e un sorriso ancora pieno di futuro. Aveva un sogno silenzioso: crescere, migliorare e diventare un’amazzone».

Il presidente del Consiglio regionale della FISE, Vittorio Orlandi, ha espresso il più profondo cordoglio e l’abbraccio di tutto il comparto equestre alla famiglia Ferrari, promettendo di onorare per sempre il ricordo luminoso di una bambina speciale «che continuerà a galoppare nei pensieri di chi l’ha conosciuta».

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