Osnago: Niccolò Armanasco non ce l’ha fatta. Il ciclista 29enne muore in sella

Il dramma ieri pomeriggio lungo la ex Statale 36. Il giovane è crollato esanime sull'asfalto per un arresto cardiaco. Inutili il massaggio d'urgenza praticato da un motociclista di passaggio e la corsa in elisoccorso

Redazione
Osnago: Niccolò Armanasco non ce l’ha fatta. Il ciclista 29enne muore in sella

Osnago: Niccolò Armanasco non ce l’ha fatta. Il ciclista 29enne muore in sella. Il dramma ieri pomeriggio lungo la ex Statale 36. Il giovane è crollato esanime sull’asfalto per un arresto cardiaco. Inutili il massaggio d’urgenza praticato da un motociclista di passaggio e la corsa in elisoccorso.

Un dramma terribile spezza una giovane vita e getta nello sconforto la comunità di Pessano con Bornago e il mondo del ciclismo amatoriale. In questo tardo pomeriggio di mercoledì 17 giugno 2026, è arrivata la notizia che nessuno avrebbe mai voluto sentire: Niccolò Armanasco, il ciclista di soli 29 anni colto da un improvviso e violento malore nella giornata di ieri a Osnago (Lecco), non ce l’ha fatta.

Il ragazzo si è spento poche ore dopo il ricovero d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, senza mai riprendere conoscenza.

Il crollo improvviso e il tamponamento a catena

La tragedia si è consumata nel pomeriggio di ieri, martedì 16 giugno, mentre Niccolò stava coltivando la sua più grande passione, la bicicletta da corsa, lungo la Statale 342 dir in direzione di Usmate.

Il ventinovenne stava pedalando quando è stato colto da un improvviso e devastante arresto cardiocircolatorio. È crollato al suolo di schianto, finendo esanime sulla carreggiata.

La caduta improvvisa ha rischiato di trasformarsi in una maxi-carambola. Una ragazza di 23 anni alla guida di una Fiat 500 ha inchiodato bruscamente e scartato di lato per non travolgere il corpo del ragazzo, venendo violentemente tamponata da una Fiat Panda (guidata da una 62enne) e da una Punto (con a bordo un 45enne).

La catena dei soccorsi e l’angelo in moto

Immediata e commovente è stata la reazione dei presenti, in particolare di un motociclista di 25 anni che si è subito fermato e, compresa la gravità della situazione, ha iniziato le manovre salvavita.

Il centauro ha praticato disperatamente il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca al ciclista. “Il battito non si sentiva più e non respirava, purtroppo non sono riuscito a riprenderlo”, ha poi raccontato sotto shock il giovane soccorritore.

Poco dopo sono giunti in massa i sanitari di Areu con l’automedica e l’elisoccorso decollato da Bergamo. L’équipe medica ha continuato la rianimazione cardiopolmonare avanzata, intubato il ragazzo e lo ha caricato a bordo dell’eliambulanza in condizioni disperate.

Purtroppo, poco dopo l’accettazione al pronto soccorso del Papa Giovanni XXIII, i medici si sono dovuti arrendere constatando il decesso.

Esclusa l’ipotesi dell’incidente stradale

I rilievi e gli accertamenti di rito sono stati eseguiti dai Carabinieri della compagnia locale. I militari hanno confermato fin da subito la natura puramente naturale e fatale del dramma.

La bicicletta di Niccolò non presentava alcun segno di impatto o strisciata riconducibile a un investimento da parte dei veicoli coinvolti nel tamponamento posteriore, e sul corpo del giovane non sono stati riscontrati traumi compatibili con un incidente stradale.

La salma del ventinovenne è stata ricomposta in obitorio a Bergamo, in attesa che l’autorità giudiziaria rilasci il nullaosta per restituirla alla famiglia e permettere la programmazione dei funerali a Pessano, dove il ragazzo era cresciuto e stimato da tutti.

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