Napoli: paziente del reparto ustionati si toglie la vita al Cardarelli

La donna ha eluso i sistemi di sorveglianza e le barriere di sicurezza protettive, lanciandosi dalla finestra del bagno. Era in dimissione per avviare la chirurgia ricostruttiva

Redazione
Napoli: paziente del reparto ustionati si toglie la vita al Cardarelli

Napoli: paziente del reparto ustionati si toglie la vita al Cardarelli. La donna ha eluso i sistemi di sorveglianza e le barriere di sicurezza protettive, lanciandosi dalla finestra del bagno. Era in dimissione per avviare la chirurgia ricostruttiva.

Un drammatico evento si è consumato all’interno del complesso ospedaliero collinare, dove una paziente ricoverata nel reparto Grandi Ustionati si è tolta la vita lanciandosi dal terzo piano del Padiglione 3.

La donna, che era sopravvissuta a un grave infortunio sul lavoro, si trovava ormai in una fase di stabilizzazione clinica vicina alle dimissioni.

L’episodio ha attivato immediatamente le procedure di emergenza interne e i rilievi da parte delle autorità competenti, nel tentativo di fare piena luce sulle modalità dell’accaduto.

Il reparto di Terapia Intensiva e Grandi Ustionati del Cardarelli (situato al terzo piano del Padiglione 3) è una struttura ad altissima specializzazione, dotata di rigidi protocolli preventivi.

Le stanze sono equipaggiate con sistemi di videosorveglianza interna e barriere fisiche fisse alle finestre, progettate per impedire l’apertura totale degli infissi proprio a causa del fortissimo impatto psicologico che le patologie da ustione esercitano sui degenti.

Secondo i primi riscontri, la donna sarebbe riuscita a isolarsi all’interno del bagno del reparto, un’area in cui la privacy limita l’uso delle telecamere, trovando il modo di superare le barriere protettive dell’infisso per poi lanciarsi nel vuoto.

L’impatto dal terzo piano della struttura non ha lasciato scampo alla paziente. Il personale medico e infermieristico del pronto soccorso e della rianimazione è accorso immediatamente nel cortile sottostante il padiglione, ma ha potuto soltanto constatare il decesso della donna per i gravissimi traumi da precipitazione.

Il quadro clinico e il supporto psicologico predisposto

Ciò che rende ancora più dolorosa la vicenda è il momento in cui il dramma si è consumato, coincidente con una fase di oggettivo miglioramento medico.

La paziente era giunta al Cardarelli a seguito di un severo incidente sul lavoro che le aveva causato profonde ustioni sul corpo. Dopo aver superato la fase critica e intensiva della terapia, i medici avevano stabilito le sue dimissioni a breve, necessarie per avviare il successivo e pianificato percorso ambulatoriale di chirurgia plastica e ricostruttiva.

Proprio in virtù del trauma estetico e funzionale derivante dalle ustioni, l’ospedale aveva già attivato il protocollo di supporto psicologico e psichiatrico.

La donna era stata sottoposta a specifiche consulenze specialistiche volte a monitorare lo stato d’animo e prevenire derive depressive o ideazioni autolesionistiche. Presidi che, purtroppo, non sono bastati a intercettare l’impulso suicida.

Le indagini e l’ispezione della Direzione Sanitaria

La Direzione Sanitaria del Cardarelli, in stretta sinergia con la Procura della Repubblica di Napoli, ha avviato un’indagine interna. Gli ispettori sanitari stanno esaminando i registri del personale e i filmati delle telecamere del corridoio per verificare se i turni di sorveglianza e i passaggi di controllo siano stati rispettati al minuto, e per comprendere come la donna abbia potuto manomettere o forzare i blocchi di sicurezza della finestra del bagno.

Sotto il profilo medico-scientifico, il reparto Grandi Ustionati è considerato uno dei setting ospedalieri a più alto rischio di disturbo da stress post-traumatico.

La percezione dell’alterazione del proprio corpo e il dolore fisico prolungato generano spesso crisi d’ansia e depressione reattiva acuta, che richiedono un monitoraggio costante e stringente da parte di team multidisciplinari.

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