Pagani, lite in famiglia finisce nel sangue: trentenne strangola e uccide il padre all’alba
Il trentenne, affetto da problematiche di natura psichica, ha compiuto il gesto estremo al culmine di una violenta discussione tra le mura domestiche
Pagani, lite in famiglia finisce nel sangue: trentenne strangola e uccide il padre all’alba. Il trentenne, affetto da problematiche di natura psichica, ha compiuto il gesto estremo al culmine di una violenta discussione tra le mura domestiche.
Un risveglio drammatico ha gettato nel più profondo sconforto l’intera comunità di Pagani, in provincia di Salerno. Nelle prime ore di oggi, martedì 14 luglio 2026, una violenta lite familiare consumatasi all’interno di un appartamento del comune dell’Agro Nocerino Sarnese si è trasformata in tragedia: un uomo di circa 30 anni ha ucciso il padre, stringendogli le mani al collo fino a soffocarlo.
L’immediato intervento dei militari dell’Arma ha evitato ulteriori conseguenze all’interno dell’abitazione, portando al fermo immediato del presunto parricida.
La dinamica: il litigio e lo strangolamento
Il dramma si è consumato alle prime luci dell’alba di oggi. Secondo la prima ricostruzione effettuata dagli investigatori, tra padre e figlio sarebbe scoppiata una discussione per motivi ancora in corso di accertamento.
La lite è degenerata rapidamente sul piano fisico fino a quando il trentenne, in preda a un raptus, ha aggredito il padre, strangolandolo e lasciandolo esanime sul pavimento.
Allertati probabilmente dai vicini spaventati dalle grida, sul posto sono intervenuti tempestivamente i Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, che hanno bloccato il giovane all’interno dell’abitazione e lo hanno dichiarato in stato di arresto.
Sospetti problemi psichiatrici e indagini in corso
La Procura della Repubblica di Nocera Inferiore ha assunto la direzione delle indagini, inviando sul luogo del delitto il pubblico ministero di turno per coordinare i rilievi scientifici e l’avvio delle procedure formali.
Secondo le indiscrezioni raccolte tra i residenti della zona, il trentenne soffriva da qualche tempo di gravi problemi di natura psichica, un elemento clinico che ora i magistrati e gli inquirenti dovranno approfondire attraverso l’acquisizione delle cartelle cliniche e l’eventuale disposizione di una perizia psichiatrica.
Al fine di ricostruire con esattezza le ore precedenti all’omicidio e raccogliere riscontri utili, i Carabinieri stanno sentendo i familiari e i vicini di casa, oltre a verificare la presenza di telecamere di videosorveglianza pubbliche o private nei pressi della palazzina.
Nelle prossime ore verrà disposta l’autopsia sul corpo della vittima per confermare la causa del decesso per asfissia da strangolamento.