Palermo, pensionato ucciso a coltellate nel garage del condominio: fermato il vicino 23enne
. Gli agenti bloccano il presunto assassino, un 23enne che occupava un appartamento nello stesso residence e si era rifugiato da un amico
Palermo, pensionato ucciso a coltellate nel garage del condominio: fermato il vicino 23enne. Gli agenti bloccano il presunto assassino, un 23enne che occupava un appartamento nello stesso residence e si era rifugiato da un amico.
Un delitto brutale e apparentemente insensato ha gettato nel terrore il quartiere Bonagia, alla periferia di Palermo. Vito Petrigno, un pensionato di 69 anni ed ex commerciante di calzature, stimato da tutti come un uomo mite e affettuoso, è stato accoltellato e ucciso nel garage del proprio condominio.
Il presunto assassino è il suo vicino di casa, Giovanni Bruno Madonia, di 23 anni. La fuga del giovane è durata pochissimo: i poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale e della Squadra Mobile lo hanno rintracciato e fermato in via del Bassotto, non lontano da via Papa Giovanni XXIII, luogo in cui si è consumata la tragedia. Il ragazzo aveva cercato rifugio nell’appartamento di un amico.
L’agguato nei sotterranei e le grida della moglie
L’omicidio si è consumato nell’area di accesso che conduce alle cantine e ai box interrati del condominio situato al civico 2. Secondo una prima ricostruzione, il pensionato è stato aggredito all’improvviso, venendo raggiunto da diversi fendenti.
L’attacco è avvenuto sotto gli occhi terrorizzati della moglie della vittima. Le urla strazianti della donna hanno squarciato il silenzio del residence, attirando l’attenzione degli altri inquilini.
«Sentivo delle grida fortissime ma affacciandomi dal balcone non riuscivo a vedere nessuno», ha raccontato una vicina ancora sotto shock. «Così sono scesa di corsa per le scale e ho trovato la moglie che urlava da sola nel garage, chiedendo disperatamente aiuto accanto al corpo del marito».
Al loro arrivo, i sanitari del 118 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’ex negoziante, stroncato dalle gravissime ferite riportate.
Caccia all’uomo e indagini sul movente
Dopo l’accoltellamento, Madonia è scappato a piedi facendo perdere temporaneamente le proprie tracce, prima di essere stanato dagli agenti nell’abitazione dell’amico. Dalle prime verifiche è emerso che il 23enne viveva nello stesso stabile della vittima, all’interno di un appartamento che pare risultasse occupato abusivamente.
Mentre gli esperti della Polizia Scientifica hanno presidiato i sotterranei per effettuare i rilievi di rito e repertare le tracce ematiche, il pubblico ministero di turno ha avviato l’interrogatorio del fermato negli uffici della questura.
Gli investigatori della Squadra Mobile stanno lavorando senza sosta per fare piena luce sul movente, sul quale si addensano principalmente due ipotesi.
Un possibile attrito pregresso o un diverbio improvviso per questioni di vicinato, degenerato a causa dell’instabilità del giovane. Un tentativo di estorsione o di furto ai danni del pensionato, trasformatosi in tragedia davanti al suo rifiuto.
La salma di Vito Petrigno è stata trasferita all’istituto di medicina legale per l’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria, mentre l’intera comunità di Bonagia si stringe nel dolore attorno alla famiglia.