Premio Castelli a Porto Azzurro: la scrittura in carcere diventa speranza e solidarietà
Si è tenuta nella Casa di reclusione dell’Isola d’Elba la XIX edizione del concorso promosso dalla San Vincenzo De Paoli
Premio Castelli a Porto Azzurro: la scrittura in carcere diventa speranza e solidarietà. Si è tenuta nella Casa di reclusione dell’Isola d’Elba la XIX edizione del concorso promosso dalla San Vincenzo De Paoli.
Un racconto scritto tra le mura di una cella che si trasforma in un’opportunità concreta di lavoro per un’altra persona ristretta. È questa la singolare forma di solidarietà circolare al centro del Premio Carlo Castelli, che ha celebrato la sua XIX edizione all’interno della Casa di reclusione “Pasquale De Santis” di Porto Azzurro, all’Isola d’Elba.
Promosso dalla Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, il concorso dà voce alle persone recluse -compresi i giovani degli istituti penali per minorenni- offrendo loro uno spazio di riflessione, riscatto e confronto con la società esterna.
La solidarietà che nasce dalla scrittura: i tre vincitori
La struttura del premio racchiude un meccanismo altamente formativo: ai primi tre classificati viene assegnata una somma di 1.000 euro, a cui si aggiunge un ulteriore contributo di pari importo destinato a finanziare un progetto di formazione o inserimento lavorativo per un detenuto a fine pena in un altro istituto.
Gli elaborati premiati quest’anno sono:
-
1° Classificato: Alessandro, con l’opera «Non è il punto da cui parti a definire chi sei, ma la direzione che scegli di prendere» (IPM di Potenza).
-
2° Classificato: Mirto Milani, con «Le chiavi invisibili» (Casa di Reclusione di Milano Opera).
-
3° Classificato: Linus & Zeus, con «Sole a scacchi» (Casa Circondariale di Montorio, Verona).
Una cerimonia nel cuore dell’istituto e le carte delle “5 M”
La premiazione si è svolta in un’atmosfera di intensa partecipazione emotiva. Su concessione della direttrice Martina Carducci, il palco è stato allestito direttamente nel braccio detentivo, tra applausi e festeggiamenti condivisi da tutta la popolazione carceraria. I tre testi premiati sono stati messi a disposizione, liberi da diritti, per la pubblicazione integrale.
Nel corso dell’iniziativa, Vincenzo Varagona (presidente nazionale UCSI e membro della giuria) ha consegnato un mazzo di carte basato sulle “cinque M” del giornalismo costruttivo (più domande, più tempo, più linguaggi, più tutele, più umanità), sviluppato con l’ANSPI, che verrà impiegato per le attività formative interne.
L’appello alle istituzioni: «Non arretrare sulle attività rieducative»
La cerimonia è stata anche l’occasione per sollevare elementi di riflessione sul futuro del volontariato penitenziario. Antonella Caldart, responsabile del Settore Carcere e Devianza, e lo stesso Varagona hanno evidenziato il calo delle partecipazioni (67 elaborati pervenuti contro i 220 delle passate edizioni), legato ad ostacoli burocratici e a possibili criticità nella diffusione del bando negli istituti di massima sicurezza.
Da qui l’appello congiunto rivolto alle istituzioni da parte di UCSI e Società di San Vincenzo De Paoli a rafforzare la collaborazione per garantire piena attuazione al principio rieducativo della pena previsto dall’Articolo 27 della Costituzione, preservando il ponte fondamentale tra carcere, cultura e comunità esterna.