Scienza e difesa planetaria, oggi è la Giornata Mondiale degli Asteroidi: perché si celebra il 30 giugno
Ricorrenza globale promossa dalle Nazioni Unite per la difesa dello spazio: il ricordo del catastrofico impatto in Siberia nel 1908
Scienza e difesa planetaria, oggi è la Giornata Mondiale degli Asteroidi: perché si celebra il 30 giugno. Ricorrenza globale promossa dalle Nazioni Unite per la difesa dello spazio: il ricordo del catastrofico impatto in Siberia nel 1908.
Oggi, martedì 30 giugno 2026, la comunità scientifica internazionale e gli appassionati di astronomia celebrano la Giornata Mondiale degli Asteroidi (Asteroid Day).
Questa ricorrenza globale, istituita ufficialmente dalle Nazioni Unite nel 2016, ha lo scopo di educare e sensibilizzare l’opinione pubblica sui potenziali rischi derivanti dagli impatti dei corpi celesti con la Terra e di fare il punto sulle moderne tecnologie di difesa e protezione planetaria.
La scelta della data: il cataclisma storicamente documentato di Tunguska
La scelta del 30 giugno non è affatto casuale. La giornata commemora infatti il celebre evento di Tunguska, verificatosi in Siberia proprio il 30 giugno 1908.
Un asteroide sassoso (o il frammento di una cometa) del diametro stimato di circa 50-60 metri penetrò nell’atmosfera terrestre esplodendo a un’altezza di circa 5-10 chilometri dalla superficie.
L’energia rilasciata, equivalente a circa 10-15 megatoni (centinaia di volte la bomba di Hiroshima), abbatte oltre 80 milioni di alberi su un’area boschiva incontaminata di ben 2.150 chilometri quadrati.
Fortunatamente, la scarsa densità abitativa della regione evitò perdite massicce di vite umane, ma l’evento dimostrò la reale minaccia rappresentata dagli oggetti near-Earth (NEO).
La protezione planetaria oggi: prevenzione e tecnologia
L’obiettivo moderno della giornata è stimolare i governi e le agenzie spaziali (come NASA ed ESA) a finanziare e sviluppare sistemi di tracciamento avanzati per catalogare tutti gli asteroidi potenzialmente pericolosi ($PHA$) per il nostro pianeta.
Negli ultimi anni, la ricerca ha fatto passi da gigante, passando dal semplice monitoraggio telescopico a vere e proprie missioni di test di deviazione cinetica (come la celebre missione DART), dimostrando che l’umanità possiede, per la prima volta nella sua storia, gli strumenti teorici per prevenire una catastrofe cosmica.
Maria Laudando