Si chiamava Marilisa Covasso, 21 anni, la giovane morta nel rogo di Trieste

La giovane di Buja si trovava a Trieste per festeggiare Halloween. Il decesso causato dall'inalazione delle esalazioni sprigionate da un rogo partito al piano sottostante del fabbricato abbandonato

Redazione
Si chiamava Marilisa Covasso, 21 anni, la giovane morta nel rogo di Trieste
Marilisa Covasso

Si chiamava Marilisa Covasso, 21 anni, la giovane morta nel rogo di Trieste. La giovane di Buja si trovava a Trieste per festeggiare Halloween. Il decesso causato dall’inalazione delle esalazioni sprigionate da un rogo partito al piano sottostante del fabbricato abbandonato.

È Marilisa Covasso, ventunenne residente a Buja, la ragazza rimasta drammaticamente uccisa all’interno del Magazzino 18, edificio fatiscente nell’area del Porto Vecchio di Trieste.

Insieme a lei ha perso la vita un ragazzo di 23 anni: entrambi sono stati travolti dalle esalazioni mortali di un incendio sviluppatosi nell’immobile la sera di domenica 1° novembre, intorno alle ore 23.

La giovane, che lascia il padre, la madre e un fratello maggiore, si trovava nel capoluogo giuliano per trascorrere la serata di Halloween.

La ricostruzione dei fatti

Secondo le prime ipotesi al vaglio degli inquirenti, la tragedia si sarebbe originata al piano terra della struttura, dove alcuni migranti avrebbero appiccato un fuoco improvvisato per cucinare o cercare riparo dal freddo.

Le fiamme sono tuttavia sfuggite al controllo, generando una densa coltre di monossido di carbonio che ha saturato l’edificio risalendo fino al piano superiore, dove si trovavano le due giovani vittime. L’inalazione dei fumi tossici è risultata fatale per entrambi.

Inizialmente le prime informazioni avevano fatto ipotizzare che la ragazza fosse di origine straniera, scenario poi smentito dall’identificazione formale della ventunenne friulana.

Le indagini in corso

Il sostituto procuratore Alessandro Perogio coordina le indagini affidate alla Polizia di Stato, chiamate a fare piena luce sui contorni dell’accaduto.

Tra i principali nodi da sciogliere vi sono le modalità con cui i due giovani si siano introdotti nel Magazzino 18 e l’esatta dinamica del principio d’incendio che non ha lasciato loro scampo.

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