Terremoto in Vaticano, scatta la scomunica per i Lefebvriani: il Dicastero per la Dottrina della Fede dichiara il «delitto di scisma»

Massima sanzione canonica dell'ex Sant'Uffizio dopo la consacrazione illecita di quattro nuovi vescovi: consumato un nuovo scisma a 38 anni dallo strappo di Lefebvre

Redazione
Terremoto in Vaticano, scatta la scomunica per i Lefebvriani: il Dicastero per la Dottrina della Fede dichiara il «delitto di scisma»

Terremoto in Vaticano, scatta la scomunica per i Lefebvriani: il Dicastero per la Dottrina della Fede dichiara il «delitto di scisma». Massima sanzione canonica dell’ex Sant’Uffizio dopo la consacrazione illecita di quattro nuovi vescovi: consumato un nuovo scisma a 38 anni dallo strappo di Lefebvre.

A trentotto anni di distanza dallo storico strappo operato dal fondatore, monsignor Marcel Lefebvre, si consuma una nuova, definitiva frattura tra la Santa Sede e il mondo ultra tradizionalista.

Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha ufficializzato il decreto di scomunica nei confronti dei vertici e dei membri della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX).

Il provvedimento della Chiesa di Roma giunge a poche ore dalle ordinazioni episcopali celebrate dal movimento in aperta e consapevole violazione del diritto canonico, senza il necessario mandato pontificio e contro l’esplicita volontà di Papa Francesco.

La nota dell’ex Sant’Uffizio: «Fallito ogni tentativo di dialogo»

Attraverso un comunicato perentorio, l’organismo dottrinale vaticano ha ripercorso i decenni di complessi negoziati, spiegando l’inevitabilità della sanzione.

«Dai tempi di San Paolo VI fino agli ultimi colloqui, svoltisi recentemente presso questo Dicastero, i molteplici tentativi di ricondurre gli aderenti al movimento iniziato da mons. Marcel Lefebvre alla piena comunione con la Chiesa cattolica si sono rivelati vani.

Tale situazione si è ulteriormente aggravata a causa delle recenti consacrazioni episcopali celebrate senza mandato pontificio. Questo Dicastero ritiene necessario rilevare che tale atto ha configurato il delitto di scisma».

Chi sono i colpiti: i nomi dei sei vescovi scomunicati latae sententiae

Il decreto, recante la firma del prefetto del Dicastero, il cardinale Víctor Manuel Fernández, stabilisce che la sanzione scatta latae sententiae, ovvero in modo automatico e immediato per il fatto stesso di aver perpetrato l’atto scismatico.

La massima punizione ecclesiale colpisce sei alti prelati. Mons. Alfonso de Galarreta, Superiore Generale della Fraternità e consacrante principale dei nuovi presuli. I quattro nuovi vescovi ordinati: Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. Infine, Mons. Bernard Fellay, storico ex leader e punto di riferimento della Fraternità, che ha preso parte attiva alla liturgia in veste di conconsacrante.

Tutti i succitati religiosi sono formalmente incorsi nelle pene previste dai canoni 1387 e 1364 del codice di diritto canonico (CIC 2021), riservate in via esclusiva alla Sede Apostolica.

Le pesanti ripercussioni per i fedeli laici: «Sacramenti invalidi»

I riflessi giuridici e pastorali del decreto vaticano non si limitano alla sola gerarchia sacerdotale, ma si estendono all’intera comunità dei fedeli.

Tutti i ministri sacri appartenenti alla Fraternità San Pio X sono da questo momento considerati formalmente scismatici e soggetti a scomunica per via del loro rifiuto pratico del Primato Romano.

La scomunica colpisce anche tutti i fedeli laici che manifestino un’adesione formale al movimento scismatico, secondo i criteri già codificati dal Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi nel 1996.

Roma ha lanciato un chiarissimo avvertimento pastorale a tutto il popolo cattolico, specificando che i sacerdoti lefebvriani amministrano illecitamente i sacramenti. In particolare, il sacramento della confessione (penitenza) e il sacramento del matrimonio officiati all’interno della Fraternità sono da considerarsi giuridicamente invalidi.

La via del ritorno: l’appello alla misericordia di Roma

Nonostante l’estrema severità teologica dell’atto, il Vaticano sceglie di non sigillare definitivamente le porte della Chiesa, lasciando aperto uno spiraglio alla riconciliazione in linea con il magistero papale: «La Chiesa, come madre premurosa, accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti coloro che desiderano tornare alla piena comunione».

A tal fine, i Nunzi Apostolici riceveranno precise disposizioni operative che gli Ordinari diocesani potranno applicare nei singoli casi di pentimento e ritrattazione. Il documento si chiude con un accorato appello a tutti i cattolici del mondo affinché rimangano saldi nell’unione con il Romano Pontefice e si astengano rigorosamente dal partecipare a qualunque messa, liturgia o attività promossa dalla Fraternità San Pio X.

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