Tragedia nel Mantovano: si tuffa nel Canalbianco per una sfida tra amici e annega a 36 anni

Il dramma a Governolo di Roncoferraro. Vasile Andrei Bologa voleva attraversare il canale a nuoto, ma è stato risucchiato. Il corpo recuperato dai sommozzatori sul fondale

Redazione
Tragedia nel Mantovano: si tuffa nel Canalbianco per una sfida tra amici e annega a 36 anni

Tragedia nel Mantovano: si tuffa nel Canalbianco per una sfida tra amici e annega a 36 anni. Il dramma a Governolo di Roncoferraro. Vasile Andrei Bologa voleva attraversare il canale a nuoto, ma è stato risucchiato. Il corpo recuperato dai sommozzatori sul fondale.

Il tragico incidente si è consumato intorno alle 16:20 di ieri lungo le sponde del Canalbianco, nel territorio di Governolo di Roncoferraro, in provincia di Mantova.

La vittima è Vasile Andrei Bologa, un operaio di 36 anni residente a Fidenza (Parma) ma impiegato a Milano, annegato sotto gli occhi impotenti della moglie, della figlioletta di soli 10 anni e dei parenti.

La sfida fatale davanti ai familiari

La ricostruzione dell’accaduto, raccolta dai Carabinieri attraverso le drammatiche testimonianze dei presenti, delinea i contorni di una scommessa finita in tragedia.

Il trentaseienne era arrivato nella zona del Mantovano venerdì sera insieme a un fitto gruppo di parenti e amici. Avevano allestito un campo con le tende lungo gli argini del Canalbianco per trascorrere le giornate tra pesca, relax e cibo.

Intorno alle 16:20 di ieri, in un momento di goliardia, Bologa si sarebbe tuffato nelle acque del canale con l’obiettivo di dimostrare agli amici di essere in grado di nuotare da una sponda all’altra del corso d’acqua.

Tuttavia, a metà della traversata, l’uomo è andato improvvisamente in difficoltà, venendo risucchiato dalle forti correnti interne prima di sparire definitivamente sott’acqua, davanti agli occhi terrorizzati della moglie e della figlia di 10 anni.

Le complesse operazioni di ricerca e recupero

L’allarme al 112 è scattato immediatamente, attivando un imponente dispiegamento di soccorsi speciali per i corsi d’acqua. Sul posto sono intervenuti d’urgenza i Vigili del Fuoco di Mantova con i gommoni e le attrezzature da ricerca fluviale, affiancati dall’alto da un elicottero del reparto volo per mappare la superficie del Canalbianco.

Data l’oscurità delle acque e la forza della corrente, si è reso necessario l’intervento dei nuclei specialistici dei Sommozzatori di Venezia e Bologna.

Intorno alle 18:30, dopo circa due ore di ricerche sottomarine, i subacquei hanno individuato il corpo esanime del trentaseienne sul fondo del canale, dove era rimasto drammaticamente incastrato tra i detriti.

Le indagini e i rischi dei corsi d’acqua interni

I Carabinieri hanno avviato gli accertamenti di rito per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro e formalizzare i verbali. La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria di Mantova, che dovrà decidere se disporre l’autopsia per verificare se l’annegamento sia stato preceduto da un malore fulmineo (congestione o idrocuzione) causato dall’impatto con l’acqua fredda.

L’ennesimo dramma di fine maggio ripropone con forza il tema della pericolosità dei canali e dei fiumi interni, apparentemente calmi in superficie ma caratterizzati da mulinelli, sbalzi termici e ostacoli sommersi insidiosi anche per i nuotatori più esperti.

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