24 aprile 1915-24 aprile 2026: memoria di un popolo
Il 111° anniversario del genocidio armeno tra storia, giustizia e identità
24 aprile 1915-24 aprile 2026: memoria di un popolo. Il 111° anniversario del genocidio armeno tra storia, giustizia e identità.
L’origine del dramma: la notte degli intellettuali
Tutto ebbe inizio la notte tra il 24 e il 25 aprile 1915 a Costantinopoli (oggi Istanbul), quando oltre 200 leader, intellettuali e religiosi armeni furono arrestati e deportati verso l’interno dell’Anatolia.
Fu il segnale dell’eliminazione sistematica delle menti pensanti di un intero popolo, preambolo alle terribili “marce della morte” nel deserto siriano di Deir ez-Zor.
Il Monte Ararat: simbolo di una terra perduta
L’immagine del Monte Ararat, che domina l’orizzonte ma si trova oggi oltre il confine turco, resta il simbolo più potente di questa ricorrenza.
Rappresenta l’identità di un popolo che, pur essendo stato eradicato dalla propria terra ancestrale abitata fin dal VII secolo a.C., ha saputo ricostruire la propria cultura nella diaspora.
Un monito per l’umanità
Ricordare il Metz Yeghern oggi, 24 aprile 2026, significa non abbassare la guardia di fronte ai nazionalismi esasperati e alle discriminazioni. Come scriveva Stefania Rago su Facebook prima di essere uccisa a Foggia, “non bisogna abbassare la testa”; questo anniversario insegna a un intero popolo a tenerla alta, nonostante le ferite della storia.