Abano Terme, malore fatale mentre dipinge in hotel: Tiziano Fabrizi muore a 64 anni
Tragedia nel Padovano durante alcuni lavori di manutenzione nell'area benessere. I sindacati chiedono di estendere l'ordinanza anti-afa
Abano Terme, malore fatale mentre dipinge in hotel: Tiziano Fabrizi muore a 64 anni. Tragedia nel Padovano durante alcuni lavori di manutenzione nell’area benessere. I sindacati chiedono di estendere l’ordinanza anti-afa.
La scia di morti sul lavoro presumibilmente legate all’ondata di calore eccezionale si allunga e colpisce anche il Nord-Est. Nel primo pomeriggio di ieri, lunedì 29 giugno 2026, un imbianchino di 64 anni, Tiziano Fabrizi, residente a Montegrotto Terme, è morto stroncato da un arresto cardiaco improvviso mentre eseguiva interventi di verniciatura e manutenzione all’interno del noto Hotel Salus di Abano Terme, in provincia di Padova.
L’episodio ha riacceso immediatamente il dibattito sindacale e politico sulle misure di protezione per i lavoratori esposti alle temperature record di questi giorni.
Il dramma nell’area benessere e l’allarme del collega
La tragedia si è consumata in pochissimi istanti all’interno dei locali della struttura alberghiera aponense. Fabrizi si trovava all’interno dell’area benessere dell’hotel per completare dei lavori di rifinitura quando si è accasciato al suolo privo di sensi.
Un collega, impegnato in una stanza adiacente, ha avvertito il rumore della caduta ed è accorso immediatamente, lanciando l’allarme alla centrale del 118.
L’équipe medica è giunta sul posto in pochi minuti con un’ambulanza. I sanitari hanno avviato manovre prolungate di rianimazione cardiopolmonare, ma il cuore del sessantaquattrenne non ha più ripreso a battere.
Poiché l’uomo non soffriva di patologie pregresse note, la Procura ha già dato il nulla osta per l’affidamento della salma ai familiari, ritenendo chiara la causa naturale del decesso.
Le indagini dello Spisal e la correlazione con l’afa
Sul posto, insieme ai Carabinieri della compagnia locale, sono intervenuti i tecnici dello Spisal (Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza Ambienti di Lavoro) dell’Ulss 6 Euganea per verificare le condizioni microclimatiche del locale in cui la vittima stava operando.
L’area benessere, per sua natura scarsamente ventilata, potrebbe aver amplificato l’effetto delle temperature altissime esterne, agendo da fattore scatenante per l’infarto.
La tragedia è coincisa temporalmente con un importante tavolo tecnico istituzionale, come sottolineato da Roberto Toigo, segretario generale della Uil Veneto.
«Ci stringiamo al dolore della famiglia: è terribile che questa persona non faccia rientro a casa. Non possiamo escludere una correlazione con le temperature di questi giorni: saranno le verifiche a dircelo.
Proprio ieri, come sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, abbiamo incontrato la Regione Veneto per chiedere di allargare il perimetro dell’ordinanza anti-calore emanata il 17 giugno. Occorrono massima prudenza e una presa di coscienza immediata da parte delle imprese».