Aggredito per difendere il figlio 18enne, muore il 50enne Diomede Barchiesi

Il dramma si è verificato sul lungomare di Fossacesia. L'uomo era ricoverato in rianimazione a Pescara

Redazione
Aggredito per difendere il figlio 18enne, muore il 50enne Diomede Barchiesi
Diomede Barchiesi

Aggredito per difendere il figlio 18enne, muore il 50enne Diomede Barchiesi. Il dramma si è verificato sul lungomare di Fossacesia. L’uomo era ricoverato in rianimazione a Pescara.

Non ce l’ha fatta Diomede Barchiesi, il cinquantenne di Lanciano (Chieti) rimasto gravemente ferito nella notte di domenica scorsa sul lungomare di Fossacesia. L’uomo era ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Pescara in condizioni disperate.

Come comunicato dall’Asl di Pescara, nella giornata di oggi, venerdì 14 agosto 2026, è stato avviato l’iter per l’accertamento della morte encefalica: al termine del periodo di osservazione previsto dalla legge verrà certificato il decesso ufficiale.

La dinamica dell’aggressione sul lungomare

L’episodio che ha portato al tragico epilogo si è consumato nella notte di domenica lungo il litorale di Fossacesia. Barchiesi era intervenuto d’urgenza per proteggere e difendere il figlio appena 18enne, rimasto coinvolto in una violenta discussione con un gruppo di coetanei.

Durante il convulso alterco, il 50enne è stato raggiunto da un violento pugno sferrato da un diciottenne, stramazzando al suolo e riportando lesioni cerebrali gravissime e irreversibili.

Trasportato d’urgenza al nosocomio pescarese, l’uomo è stato mantenuto in vita artificialmente nei giorni scorsi, fino al definitivo aggravarsi del quadro clinico.

Svolta nell’inchiesta della Procura

La drammatica evoluzione della situazione medica modifica radicalmente il quadro cautelare ed investigativo a carico del responsabile del gesto. Il 18enne autore del pugno, inizialmente iscritto nel registro degli indagati per lesioni gravissime, vedrà la propria posizione penale e l’imputazione modificarsi in omicidio preterintenzionale (o lesioni personali seguite da morte).

I militari dell’Arma proseguono nell’acquisizione delle testimonianze di tutti i presenti e delle immagini degli impianti di videosorveglianza della zona per definire la catena degli eventi ed eventuali altre responsabilità.

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