Carbonate: morto dopo 3 giorni di agonia il 18enne Nicolò Vergani
Il drammatico scontro frontale moto-auto all'incrocio tra via Pasteur e via Volta. La famiglia del giovane di Cislago autorizza il trapianto degli organi
Carbonate: morto dopo 3 giorni di agonia il 18enne Nicolò Vergani. Il drammatico scontro frontale moto-auto all’incrocio tra via Pasteur e via Volta. La famiglia del giovane di Cislago autorizza il trapianto degli organi.
Si è spento questa mattina, dopo tre giorni di disperata agonia nel reparto di Terapia Intensiva dell’ospedale Niguarda di Milano, Nicolò Vergani, un ragazzo di soli 18 anni residente a Cislago (Varese). Il giovane era rimasto coinvolto in un violentissimo scontro frontale lo scorso inizio settimana mentre si trovava in sella alla sua motocicletta.
Il terribile impatto all’incrocio e il volo contro la recinzione
L’incidente, la cui dinamica è al vaglio degli agenti delle forze dell’ordine per stabilire le precise responsabilità e le precedenze viarie, si è verificato sul territorio comunale di Carbonate, in provincia di Como.
Nicolò Vergani stava percorrendo l’arteria urbana a bordo del suo motociclo quando, esattamente all’intersezione tra via Pasteur e via Volta, si è scontrato frontalmente con un’autovettura che procedeva in direzione opposta.
A causa del violento impatto cinetico contro la carrozzeria del veicolo, il diciottenne è stato disarcionato dalla sella e proiettato a grande velocità fuori dalla carreggiata, terminando la propria corsa contro una recinzione metallica a bordo strada. L’urto contro la struttura rigida ha causato traumi multipli, cerebrali e toracici, giudicati immediatamente critici dai primi soccorritori.
I soccorsi al Niguarda e l’ultimo gesto d’amore
La macchina delle emergenze del 118 si era attivata tempestivamente, disponendo il trasferimento d’urgenza del ragazzo verso uno dei centri trauma più attrezzati della regione:
Accettato in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale Niguarda di Milano, il diciottenne era stato immediatamente stabilizzato e trasferito nel reparto di rianimazione neurochirurgica.
Nonostante i tentativi disperati dei medici e le terapie avanzate per ridurre la pressione intracranica, il quadro clinico è progressivamente precipitato fino alla dichiarazione di morte cerebrale avvenuta nella mattinata di oggi.
In un momento di strazio incalcolabile, i genitori e i familiari di Nicolò Vergani hanno trovato la forza di compiere un gesto di straordinaria solidarietà, firmando il consenso formale per l’espianto e la donazione degli organi.
La macchina medico-legale del Niguarda ha avviato le procedure di compatibilità per consentire ai chirurghi di prelevare i tessuti vitali, che salveranno la vita di altri pazienti in lista d’attesa a livello nazionale.