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Coronavirus: Verdone, voglio accarezzare quest’Italia

di  Redazione  -  25 Marzo 2020

“Ho voglia di stare all’aperto, di viaggiare al Nord e al Sud Italia, andare nella mia campagna, voglio quasi accarezzare l’Italia per essere stata violentata da questo terrore. Quando tutto sarà finito, speriamo presto, l’atto d’amore per il mio paese sarà viaggiare qui, magari scoprire posti che non conosco”.

Carlo Verdone è accorato, provato, nostalgico, sentimentale. Tira fuori le corde comuni a tutti noi in questi giorni attaccati alle notizie terribili, spettatori e purtroppo insieme anche protagonisti del peggior film catastrofico che mai avremmo pensato di vivere oltre che di vedere. L’attore riflette in video, nella clip che apre “Prima e dopo il Virus: parla il cinema italiano”, l’iniziativa di Mario Sesti, realizzata dalla Fondazione Cinema per Roma.

Raccoglie in video le testimonianze di autori, produttori e attori del nostro cinema. Dal 25 marzo, le clip saranno condivise sul sito www.romacinemafest.org e attraverso i canali social della Fondazione @romacityfest. Comincia Verdone, proseguono Liliana Cavani (27 marzo), Cristina Donadio (28), Daniele Luchetti (29).

Hanno aderito anche Sara Serraiocco, Francesca Archibugi, Paola Cortellesi, Francesca Cima. Il regista prova a rilassarsi, ascoltando buona musica classica e anche del buon rock, poi se si vuole qualcosa di più forte per l’anima consiglia le Lettere a Lucilio di Seneca.

Secondo Verdone l’emergenza coronavirus “cambierà molto la collettività, avremo voglia-dice- di stare con le persone ma con cautela, forse diventeremo più disciplinati”. Quanto al cinema, prevede “tanta voglia di leggerezza e grazia. Noi autori riflettendo i desideri del pubblico ne sentiremo bisogno, scriveremo racconti divertenti, non avremo bisogno – dice Verdone – di film emotivamente catastrofici perché questo periodo è un brutto film e non lo vogliamo certo rivedere”.