Cosa celebriamo oggi: il significato del 25 Aprile
Oggi è un sabato 25 aprile 2026 baciato dal sole e da un clima quasi estivo, ma è soprattutto una data che tocca le radici profonde della nostra identità nazionale
Cosa celebriamo oggi: il significato del 25 Aprile. Oggi è un sabato 25 aprile 2026 baciato dal sole e da un clima quasi estivo, ma è soprattutto una data che tocca le radici profonde della nostra identità nazionale.
Celebriamo l’81° anniversario della Liberazione, una ricorrenza che quest’anno cade in un momento di particolare riflessione per l’Italia, scossa dalle cronache degli ultimi giorni ma desiderosa di ritrovarsi nei valori di libertà e democrazia.
La scelta di questa data non è casuale. Il 25 aprile 1945 rappresenta il culmine della lotta di Resistenza e l’inizio di una nuova era. In questa data, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclamò l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti.
Nel pieno della Seconda Guerra Mondiale con le operazioni militari che si stavano rivelando fallimentari per il paese, non di certo per colpa dei nostri soldati, l’8 settembre del 1943 venne firmato l’Armistizio di Cassibile con gli Alleati.
Una scelta questa che provocò l’occupazione nazista dell’Italia con l’appoggio del governo collaborazionista fascista della Repubblica sociale italiana di Salò. Da quel momento iniziò nel nostro paese la Resistenza, con la nascita del Comitato di Liberazione Nazionale e dell’attività partigiana.
Il Comitato di Liberazione Nazionale era formato dall’unione di sei partiti: Partito Comunista, Democrazia Cristiana, Partito Liberale, Partito d’Azione, Partito Socialista e Partito Democratico del Lavoro. Si trattava quindi di un movimento eterogeneo, legato dal comune antifascismo.
Una guerra interna questa durata dall’8 settembre del 1943 fino al 2 maggio 1945, quando l’Italia venne liberata dall’occupazione nazi-fascista. Il bilancio alla fine fu pesantissimo per quanto riguarda gli italiani : 40.000 morti tra i partigiani, altrettanti tra i repubblichini di Salò, 20.000 tra i soldati che avevano combattuto insieme agli Alleati e 10.000 vittime civili.
Finita la Guerra, venne indicata come data per festeggiare la Liberazione quella del 25 aprile, ovvero il giorno in cui il Comitato di Liberazione dell’Alta Italia proclamò l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dalle truppe nazi-fasciste.
Da lì a pochi giorni tutte le principali città del Nord vennero liberate, con la Resa di Caserta che venne firmata il 29 aprile 1945 dove si prevedeva una resa incondizionata delle forze armate tedesche e della RSI.
Anche se la vera e propria fine delle ostilità è avvenuta il 2 maggio, quando entrò in vigore in maniera ufficiale la resa, è stato scelto di indicare come data delle celebrazioni il 25 aprile in quanto rappresenta il culmine delle attività militari della Resistenza.
Senza il 25 aprile non avremmo avuto il referendum del 2 giugno 1946, né la nostra Costituzione, che è il “testamento” di chi ha combattuto per la libertà.
Le celebrazioni ufficiali
Oggi il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, renderà omaggio all’Altare della Patria a Roma, per poi spostarsi in una delle città simbolo della Resistenza. È un rito che unisce le istituzioni e il popolo nel ricordo di chi ha sacrificato tutto per permetterci, oggi, di parlare, votare e vivere liberamente.