Furto sacrilego a Minervino di Lecce: rubata la tela della Vergine Maria

Il dipinto sottratto dall'altare maggiore della Chiesa di Santa Lucia. Il dolore delle istituzioni: «Un'offesa alla nostra storia e identità»

Redazione
Furto sacrilego a Minervino di Lecce: rubata la tela della Vergine Maria
Lo spazio lasciato senza la tela

Furto sacrilego a Minervino di Lecce: rubata la tela della Vergine Maria. Il dipinto sottratto dall’altare maggiore della Chiesa di Santa Lucia. Il dolore delle istituzioni: «Un’offesa alla nostra storia e identità».

Non si tratta di un colpo da professionisti mirato a patrimoni milionari, ma di una ferita profonda inferta direttamente al cuore identitario e devozionale di una piccola comunità locale.

Il furto sacrilego è stato messo a segno all’interno della storica Chiesa di Santa Lucia a Minervino di Lecce. I malviventi si sono introdotti nell’edificio sacro riuscendo a asportare e a dileguarsi con la preziosa tela dell’altare maggiore, raffigurante la Vergine Maria.

Un furto dal valore spirituale inestimabile

La notizia del furto è stata resa nota ufficialmente dalle istituzioni locali attraverso un comunicato diffuso sui canali social del Comune, che ha interpretato lo sconcerto e la rabbia dell’intera cittadinanza.

Secondo le prime valutazioni storiche e artistiche, la tela non sembrerebbe possedere un valore economico di mercato particolarmente elevato. Un dettaglio che rende il gesto ancora più inspiegabile e odioso, poiché chi ha agito non ne trarrà un reale arricchimento finanziario.

Il valore inestimabile risiede invece nella natura sociale, storica e spirituale dell’opera. Il dipinto rappresentava il fulcro della devozione mariana del borgo salentino, un punto di riferimento per intere generazioni di fedeli.

L’appello del Comune e le indagini dell’Arma

L’amministrazione comunale ha espresso parole durissime per condannare l’episodio, definendolo un attacco diretto alla collettività: «Questo non è un semplice furto alla Chiesa: è un furto a tutti noi. È un’offesa alla nostra storia, alla nostra identità e alla nostra devozione. Chi ha compiuto questo gesto non si è arricchito».

Il comunicato si conclude con un doppio binario: da un lato, un accorato appello ai responsabili affinché si ravvedano e restituiscano la tela alla sua legittima collocazione.

Dall’altro, un invito formale rivolto a tutti i residenti e ai frequentatori della zona a collaborare attivamente, segnalando tempestivamente alle forze dell’ordine qualsiasi movimento o veicolo sospetto notato nei pressi della chiesa nelle ultime ore.

  •  

Redazione

La redazione de L'inserto, articoli su cronaca, economia e gossip

Modifica le impostazioni GPDR