Gianluigi Piaccia, operaio 35enne, non ce l’ha fatta. E’ morto dopo lo scoppio della bombola alla Tecno Collaudi
L'incidente si era verificato venerdì pomeriggio nello stabilimento di Bellocchi a Fano. Il giovane, residente alla Tombaccia, è deceduto a Torrette a causa di un devastante trauma cranico. Inutili l'intervento chirurgico e tre giorni di agonia
Gianluigi Piaccia, operaio 35enne, non ce l’ha fatta. E’ morto dopo lo scoppio della bombola alla Tecno Collaudi. L’incidente si era verificato venerdì pomeriggio nello stabilimento di Bellocchi a Fano.
Il giovane, residente alla Tombaccia, è deceduto a Torrette a causa di un devastante trauma cranico. Inutili l’intervento chirurgico e tre giorni di agonia.
Si sono spente nel tardo pomeriggio di ieri le speranze per Gianluigi Piaccia, il trentacinquenne rimasto vittima di un gravissimo incidente sul lavoro venerdì scorso a Fano.
Il giovane operaio è deceduto all’ospedale regionale di Torrette a Ancona, dove si trovava ricoverato in condizioni disperata da tre giorni.
L’esplosione improvvisa e il disperato tentativo dei medici
La dinamica dell’incidente, su cui la Procura di Pesaro ha aperto un fascicolo d’inchiesta per accertare eventuali responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro, si è consumata negli spazi operativi della Tecno Collaudi, nella zona industriale di Bellocchi.
Nel primo pomeriggio di venerdì 22 maggio, Gianluigi Piaccia stava effettuando alcune manovre o verifiche strutturali su una bombola contenente anidride carbonica.
Per cause ancora in corso di accertamento da parte degli ispettori dell’Asur e dei Vigili del Fuoco, il contenitore sotto pressione è improvvisamente esploso. La violenza della deflagrazione ha investito in pieno il trentacinquenne, scagliandolo a distanza e causandogli un gravissimo e profondo trauma cranico.
Trasferito d’urgenza in eliambulanza al trauma center dell’ospedale di Torrette ad Ancona, il giovane era stato sottoposto già nella serata di venerdì a un delicatissimo e complesso intervento di neurochirurgia nel tentativo di decomprimere la scatola cranica e ridurre le emorragie interne.
Nonostante la tempestività dell’operazione e il successivo ricovero in terapia intensiva in coma farmacologico, le lesioni cerebrali si sono rivelate irreversibili. Il quadro clinico è precipitato fino al decesso, accertato formalmente dai medici nella giornata di ieri, lunedì 25 maggio.
Il dolore del quartiere Tombaccia e le indagini sul sito
La scomparsa di Piaccia ha generato un’ondata di commozione immediata nella provincia pesarese. La notizia della morte del trentacinquenne si è diffusa rapidamente nel quartiere Tombaccia di Fano, dove il giovane risiedeva insieme alla propria famiglia.
Descritto da amici e vicini come un ragazzo solare, generoso e un lavoratore instancabile, la sua scomparsa lascia un vuoto profondo in tutta la cittadinanza locale.
Sul luogo della tragedia i tecnici dello Psal (Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) e le forze dell’ordine hanno posto sotto sequestro i macchinari e i resti della bombola esplosa.
Gli accertamenti tecnici dovranno stabilire se lo scoppio sia stato determinato da un difetto strutturale o da un cedimento della valvola del serbatoio, oppure da un’anomalia nelle pressioni di carico durante le fasi di collaudo.