Giornata delle vittime di violenza religiosa: “Terzo ambito più colpito dall’odio in rete, difendere la libertà di credo”
Ricorrenza globale istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il report sui dati dell'Hate Speech
Giornata delle vittime di violenza religiosa: “Terzo ambito più colpito dall’odio in rete, difendere la libertà di credo”. Ricorrenza globale istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il report sui dati dell’Hate Speech.
Nella giornata di oggi, sabato 22 agosto 2026, si celebra la Giornata Internazionale di commemorazione delle vittime di atti di violenza basati sulla religione o sul credo.
La ricorrenza, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, intende riaccendere i riflettori su chi, in ogni parte del mondo, soffre persecuzioni, vessazioni o discriminazioni a causa della propria fede o convinzione personale.
L’iniziativa vuole sollecitare l’opinione pubblica e le istituzioni internazionali ad una difesa attiva dei diritti umani e della libertà di coscienza.
I dati dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e la mappa dei fenomeni d’odio
L’area delle religioni e delle convinzioni personali si colloca al terzo posto tra i contesti maggiormente presi di mira dai fenomeni di hate speech (discorsi d’odio).
Il settore religioso rappresenta da solo il 16,2% dei casi totali rilevati dagli operatori in Italia. I dati evidenziano la persistenza di pregiudizi strutturali, che spaziano dall’ostilità verbale in rete alle vere e proprie discriminazioni nei luoghi di lavoro e nella vita pubblica.
L’impegno delle istituzioni per la pluralità e la tolleranza
L’UNAR ha ribadito la necessità di proteggere ogni cittadino da abusi legati a ciò in cui sceglie di credere, così come alla decisione di non aderire ad alcun culto.
La giornata rappresenta un momento fondamentale per riaffermare che il pluralismo culturale e confessionale costituisce una ricchezza e non un pretesto di divisione sociale.
Maria Laudando