Marghera: aiuto cuoco di 30 anni muore dopo un pestaggio

Rakeb Kashem era scomparso nella notte tra il 14 e il 15 giugno mentre tornava da Venezia. Prima di morire ha fatto in tempo a rivelare: "Picchiato da 4 o 5 persone"

Redazione
Marghera: aiuto cuoco di 30 anni muore dopo un pestaggio
Rakeb Kashem

Marghera: aiuto cuoco di 30 anni muore dopo un pestaggio. Rakeb Kashem era scomparso nella notte tra il 14 e il 15 giugno mentre tornava da Venezia. Prima di morire ha fatto in tempo a rivelare: “Picchiato da 4 o 5 persone”.

La scomparsa e il tragico ritrovamento

La ricostruzione delle ultime ore di vita del trentenne delinea il quadro di una vera e propria imboscata notturna. Rakeb lavorava stabilmente come aiuto cuoco in un locale del centro storico di Venezia.

Nella notte tra domenica 14 e lunedì 15 giugno, terminato il servizio, ha preso un autobus di linea per fare rientro a Mestre, dove lo attendeva la famiglia. A casa, però, non è mai arrivato.

All’alba di lunedì 15 giugno, gli agenti della Polizia Locale di Venezia, durante un servizio di pattugliamento, hanno notato il corpo del giovane riverso a terra e privo di sensi in un’area di Marghera. I sanitari del Suem 118, allertati immediatamente, lo hanno trasferito d’urgenza in Rianimazione all’ospedale di Mestre.

Le ultime parole prima del coma e il decesso

Il decesso del trentenne è sopraggiunto dopo ore di agonia e un disperato tentativo di trasferimento clinico. Nel pomeriggio di martedì 16 giugno, il giovane ha ripreso brevemente e parzialmente conoscenza, permettendo ai medici di contattare i familiari che lo stavano cercando.

Prima che il quadro neurologico precipitasse definitivamente, Kashem ha fatto in tempo a sussurrare le sue ultime parole, rivelando di essere stato accerchiato e picchiato selvaggiamente da un gruppo composto da “quattro o cinque persone”, senza però riuscire a spiegare il movente o l’esatta via dell’aggressione.

In seguito a un drastico e repentino peggioramento delle funzioni vitali, i medici di Mestre ne hanno disposto il trasferimento protetto al Policlinico di Padova, centro di eccellenza per i traumi cranici complessi. Ogni tentativo di salvarlo si è rivelato inutile: il suo cuore ha cessato di battere nella giornata odierna.

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