Savona: morta dopo quattro giorni di agonia l’anziana ferita dal marito 98enne
Dramma di via Mongrifone: la vittima è Pia Cavallotto. Il coniuge di 98 anni, dopo una breve detenzione a Marassi, è stato trasferito in una struttura sanitaria
Savona: morta dopo quattro giorni di agonia l’anziana ferita dal marito 98enne. Dramma di via Mongrifone: la vittima è Pia Cavallotto. Il coniuge di 98 anni, dopo una breve detenzione a Marassi, è stato trasferito in una struttura sanitaria.
Non ce l’ha fatta Pia Cavallotto, la donna di 86 anni che lunedì mattina era stata raggiunta alla testa da un colpo di pistola all’interno della propria abitazione a Savona, in via Mongrifone.
Dopo quattro giorni di disperata agonia nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, la situazione clinica è precipitata nelle scorse ore, portando al decesso dell’anziana.
Con la morte della donna cambia radicalmente la posizione giuridica del marito, Dino di 98 anni, inizialmente fermato per tentato omicidio. Il pubblico ministero Luca Traversa ha ora formalizzato nei suoi confronti l’accusa di omicidio aggravato.
Il dramma familiare all’alba e le richieste d’aiuto
La tragedia si è consumata intorno alle 07:00 di lunedì scorso, quando i vicini di casa dello stabile al primo piano hanno avvertito grida laceranti e rumori sordi, allertando subito i familiari della coppia.
La nipote dei due anziani, precipitatasi sul posto, ha scoperto il corpo della zia riverso in una pozza di sangue, ancora cosciente ma in condizioni disperate.
Sul posto sono intervenuti i medici del 118 insieme ai militi della Croce Bianca di Savona e della Croce Oro Mare di Albissola. La donna è stata intubata e trasportata d’urgenza in codice rosso a Pietra Ligure.
Subito dopo aver esploso il colpo con una pistola semiautomatica in suo possesso, il novantottenne ha tentato di togliersi la vita causandosi ferite da taglio con un coltello. Trasportato al San Paolo di Savona in codice giallo per escoriazioni e lesioni non gravi, è stato successivamente dimesso.
Dal carcere alla Rsa: il detenuto più anziano d’Italia
L’arresto dell’uomo ha sollevato un delicato caso burocratico e umanitario. Inizialmente l’anziano era stato trasferito all’interno del centro clinico del carcere di Marassi, a Genova, diventando a tutti gli effetti il detenuto più anziano del Paese.
Tuttavia, a seguito dell’interrogatorio di garanzia in cui il gip ha convalidato il fermo, le evidenti fragilità fisiche e personali hanno spinto i magistrati a disporre l’immediata scarcerazione.
L’uomo è stato così trasferito in una Residenza Sanitaria Assistenziale (Rsa) blindata, dove si trova attualmente piantonato in custodia attenuata.
Durante i colloqui con gli inquirenti, il novantottenne ha provato a difendersi parlando di un omicidio-suicidio concordato tra le mura domestiche per porre fine alle sofferenze quotidiane.
Una versione che resta al vaglio degli investigatori della Squadra Mobile e dei Carabinieri: la vittima, infatti, da tempo era affetta da una grave forma di demenza, fattore che rende legalmente impossibile e nullo qualsiasi presunto consenso e che configura il dramma come l’estremo atto di esasperazione di un nucleo familiare travolto dalla malattia.
Giovedì prossimo l’esame autoptico sul corpo della donna fornirà ulteriori dettagli balistici e medico-legali.